Roma – (g.f.) – “La situazione è molto seria, ma è giusto sottolineare che le misure messe in campo dal governo e dalle regioni stanno funzionando”. In senato parla il ministro alla Salute Roberto Speranza. Sottolinea i passi fatti in avanti, con l’indice del contagio in calo.
Tuttavia: “Nuovi consistenti focolai si possono alimentare e ci sono forti pressioni sugli ospedali. Servono altre settimane di sacrifici e di una robusta cura di mantenimento. Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo”.
Inoltre: “Se abbassiamo la guardia, la terza ondata è dietro l’angolo”. Il ministro ricorda chi ha minimizzato l’arrivo della seconda ondata, poi sistematicamente arrivata.
Lo fa con i numeri. Il 20 marzo 6730 casi, ad agosto 778, a settembre 1608. Ma a settembre il virus ha tracimato. Qualcosa meno, da quel momento in poi, di un raddoppio dei casi a livello settimanale.
Per il prossimo decreto, confermata la classificazione delle regioni, rossa, arancione e gialla: “Stiamo valutando i parametri, ma l’impianto di fondo sta funzionando e quindi resta”.
Per le feste: “Durante le festività natalizie vanno disincentivati spostamenti internazionali, tra regioni e nei più importanti giorni di festa, 25, 26 dicembre e primo gennaio gli spostamenti tra i comuni. Poi, evitare assembramenti in zone turistiche”.
Sui vaccini: “Probabile da gennaio che avremo i vaccini e poi progressivamente potremo vaccinare gli italiani. Serve ancora prudenza, al momento nessun vaccino è stato approvato da Ema o Fda, ma i segnali sono incoraggianti, accelerando il piano strategico. Non è intenzione del governo rendere obbligatorio il vaccino, puntiamo all’immunità di gregge. La campagna di vaccinazione sarà imponente, dobbiamo evitare di arrivarci con presidi sanitari allo stremo”.
Speranza parla anche del clima politico. “La vaccinazione deve unire tutto il paese, non possiamo dividerci, occorre un patto paese con tutti dentro, non c’è maggioranza od opposizione, ma gli italiani”.
“L’acquisto del vaccino sarà centralizzato e somministrato gratuitamente a tutti gli italiani”. L’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi”. Di queste, 40,38 milioni di dosi da Astra Zeneca, 26,92 milioni da Johnson&Johnson, 40,38 da Sanofi, 26 da Pfizer, 30,285 da Curevac e 10,769 da Moderna.
L’Agenzia europea per i medicinali il 29 dicembre potrebbe pronunciarsi sulla commercializzazione del vaccino Pfizer e il 12 gennaio su quello Moderna.
“Le prime dosi del vaccino potranno cominciare ad essere disponibili da gennaio”, precisa Speranza.
Vanno scelte le categorie da cui partire per la vaccinazione.
“Una scelta non facile – spiega Speranza – sono state identificate le categorie: operatori sanitari e socio sanitari, rischiano di più d’infettarsi, trasmettendo il virus a soggetti vulnerabili, poi residenti Rsa e operatori. Quindi persone in età avanzata. Questo gruppo di popolazione è altra priorità assoluta di vaccinazione”.
Con l’arrivo di altre dosi, toccherà ad altre fasce, come forze dell’ordin o personale delle carceri, con la possibilità, in caso di particolari focolai, di distribuire il vaccino in queste zone. Dello stoccaggio e del trasporto se ne occuperà il commissario straordinario.
Il cuore della campagna vaccinale sarà la prossima primavera-estate, probabilmente serviranno due dosi a persona.
Saranno monitorati eventuali effetti avversi e saranno in ventimila gli addetti chiamati a effettuare le vaccinazioni, coinvolgendo medici, infermieri, personale di supporto, ma anche prendendo contatti con le scuole di specializzazione medica.
“I vaccini con catena del freddo estrema – precisa Speranza – saranno consegnati dall’azienda a trecento centri già stabiliti. La distribuzione dei vaccini, in particolare quelli della catena del freddo standard, avverrà con l’ausilio delle forze armate”.
Si è parlato anche della scuola, l’obiettivo è riportare in presenza anche le superiori, fermo restando l’andamento del virus.
Le conclusioni di Speranza nel suo intervento al senato: “Siamo un grande paese, non dimentichiamolo mai. Dimostriamo d’essere all’altezza delle sfide più difficili”.
