Milano – Una Prima del Teatro alla Scala inconsueta, che rimarrà nella storia per il suo svolgimento particolare.
“A riveder le stelle”, un evento completamente nuovo, unico nella storia, per quanto riguarda la disposizione del teatro. Senza pubblico e senza la presenza delle autorità, a causa del necessario distanziamento sociale, un evento solo in televisione o in streaming. Il coro canta dai palchi, il direttore dà le spalle agli interpreti sul palcoscenico e l’orchestra occupa la platea.
Sul palco una creazione artistica totale: brani lirici, canzoni, brani di poesia e balletto. Un repertorio di 15 brani con 24 star internazionali di primissimo ordine. Tra gli altri, brani di Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini, Pëtr Il’ič Čajkovskij, Georges Bizet, Francesco Cilea, Jules Massenet, Richard Wagner e Gioachino Rossini. Poesie di Hugo, Montale, Bergman e Racine.
“I brani – spiega il direttore Riccardo Chailly -sono stati selezionati a seconda delle caratteristiche proprie dei solisti. Un programma variegato ma unito, con salti temporali di oltre 150 anni tra i brani”.
“È la prima volta che si celebra una prima della Scala, in occasione della festa di Sant’Ambrogio, con queste modalità – hanno spiegato BrunoVespa e Milly Carlucci, conduttori della trasmissione su Rai1 -. Un 7 dicembre straordinario e irripetibile, un evento unico nella storia. Un’occasione per unire l’Italia e diffonderne le bellezze nel mondo”.
“Uno spettacolo – hanno spiegato i due presentatori – che è un gesto di solidarietà per tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo, in profonda crisi in questo periodo. Uno spettacolo per non smettere di sognare, per trasformare il dolore in bellezza”. L’inno di Mameli è stato eseguito da alcuni rappresentati dei lavoratori del mondo dello spettacolo, a dimostrare l’importanza e la vicinanza a tutte le professionalità del settore. Un evento di speranza, rimarcato dal titolo di estrazione dantesca “A riveder le stelle”.
Alessio Bernabucci


