Ronciglione – “Andrea ha combinato un altro guaio”. Così la zia Monica, che vive a Campagnano, avrebbe detto al telefono alla sorella Roberta avvisandola nel cuore della notte che qualcosa di brutto era accaduto nella casa di via Papirio Serangeli a Ronciglione dove il nipote stava trascorrendo il primo weekend di febbraio dell’anno scorso con la nonna, il figlioletto e la fidanzata.
Roberta, saputo poco dopo che il figlio e la fidanzata erano caduti per le scale, alla madre Mirella Iezzi avrebbe detto: “Chiama la polizia”.
Le donne della famiglia Landolfi in tribunale
Roberta è la mamma del pugile romano 31enne accusato dell’omicidio della fidanzata, la parrucchiera 26enne d’origine calabrese Maria Sestina Arcuri morta il 6 febbraio 2019 a Belcolle dopo essere precipitata dalla scala di casa della nonna dell’imputato, la notte tra il 3 e il 4 febbraio.
L’incidente è avvenuto verso le due di notte, i soccorsi sono stati chiamati da Andrea poco prima delle sei del mattino successivo. Secondo la difesa, le condizioni della ragazza sarebbero precipitate poco prima della chiamata al 118. Secondo l’accusa, Sestina avrebbe perso conoscenza immediatamente dopo essere stata lanciata da un’altezza di tre metri dal fidanzato nel corso di un litigio.
La madre, verso le 4 di notte, avrebbe invitato la madre a chiamare il 118 e pure la polizia.
In tv gli interrogatori di mamma, zia e nonna di Landolfi
Mercoledì sera alcuni brevi stralci degli interrogatori fiume che si sono tenuti in procura di nonna Mirella, zia Monica e mamma Roberta sono stati mandati in onda a “Chi l’ha visto?”.
“Andrea ha combinato un altro guaio”, le avrebbe detto per telefono la sorella. A raccontarlo al pm Franco Pacifici è stata la stessa Roberta, le cui dichiarazioni, con l’accordo di tutte le parti, sono state acquisite agli atti del processo, così come quelle delle altre donne della famiglia: la nonna, la sorella e le due zie.
Tutti i verbali sono entrati nel fascicolo, a disposizione dei sei giurati popolari e dei due giudici togati, Gaetano Mautone e Roberto Colonello, che compongono la corte d’assise del tribunale di Viterbo che dovrà decidere se è stato un tragico incidente o un orribile delitto.
“Andrea ha combinato un altro guaio”
“Andrea ha combinato un altro guaio”, avrebbe detto la figlia maggiore di nonna Mirella Iezzi alla sorella di mezzo, mamma di Andrea Landolfi. Ma avrebbe fatto riferimento soltanto al cazzotto sferrato dal nipote alla nonna ottantenne.
Mirella Iezzi davanti al pm Franco Pacifici
Zia Monica a mamma Roberta: “Guarda che tuo figlio ha rifatto il casino”. Mamma Roberta: “Che casino ha fatto, adesso che ha ricombinato?”. Zia Monica: “Telefona a mamma”.
Mamma Roberta avrebbe quindi telefonato alla madre Mirella Iezzi: “Mamma, cosa è successo?”. Nonna Mirella, si sarebbe lamentata, dicendo di avere male. Mamma Roberta: “Cosa ti fa male?”. Nonna Mirella: “Zitta, zitta. Ho preso un cazzotto da Andrea”. Mamma Roberta: “Corri, corri in ospedale”.
“Se chiamo 118 e polizia gli levano pure il bambino”
Solo dopo la madre Roberta avrebbe saputo che il figlio Andrea e la fidanzata Sestina erano caduti per le scale. Al pm Pacifici ha spiegato di avere sollecitato la madre a chiamare subito polizia e autoambulanza.
Mirella alla figlia: “Che chiamo, che mi sento male?”. Di fonte all’insistenza e alla richiesta di sapere ‘loro come stanno’, infine, sempre nonna Mirella avrebbe risposto: “Statti zitta, chiamo polizia e autoambulanza così gli levano pure il bambino”.
“Mio nipote non ha ammazzato nessuno”
Per il pm Pacifici la nonna, fin dal principio, non l’ha raccontata tutta. Si sarebbe confusa sull’ora in cui sono rientrati a casa, dicendo che era circa mezzanotte e mezza, perché stava mentendo.
Stava mentendo mentre diceva di avere avuto il tempo di mettere a letto il bambino e avere parlato del più e del meno con Sestina, perché loro, in base alle telecamere della videosorveglianza, sono rientrati all’1,45 e lei alle 2 di notte era già fuori a telefonare alla figlia Monica per chiedere soccorso.
“La caduta rovinosa è avvenuta subito, nei dieci minuti successivi”, dice il pm a nonna Mirella durante l’interrogatorio, indagandola poi per avere dichiarato il falso.
“E’ successo tutt’insieme. Me li sono visti cadere insieme, scivolare – ha sempre sostenuto la Iezzi – se io devo dire che stavano litigando, dico di no, perché quando sono risaliti su erano d’amore e d’accordo. Li ho visti scivolare insieme e basta. Mio nipote non ha ammazzato nessuno”.
“Disgraziato, cosa aspetti a portarla in ospedale?”
Zia Monica al pm ha detto: “Mia madre piangeva perché aveva ricevuto un pugno da Andrea, una botta o un pugno, sulle costole. E mi diceva ‘devo andare in ospedale, devo anfare in ospedale'”.
Avrebbe quindi parlato al telefono col nipote: “Che cosa cavolo hai combinato, Andrea, che adesso hai dato un botta a tua nonna e la devo portare in ospedale?”.
Andrea Landolfi alla zia: “Siamo cascati con Sestina”. Cia Monica: “E come state?”. Andrea: “Mi si è spostato il bacino, mi fa male il ginocchio. E pure Sestina sta male, ha vomitato e le esce sangue da un orecchio”. La zia: “Disgraziato,cosa aspetti a portarla in ospedale?”.
Erano circa le 4 di notte e nel frattempo Mirella Iezzi, recuperata dal genero a Ronciglione, era giunta a casa della figlia a Campagnano. “Mentre parlavo con Andrea, mia madre mi diceva ‘lascialo stare che dice un sacco di fregnacce”.
Andrea ha chiamato il 118 alle 5,56 del 4 febbraio 2019.
Silvana Cortignani

