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Acquapendente – (sil.co.) – Appalti pubblici truccati, l’ex sindaco Alberto Bambini contro le intercettazioni.
Bambini, esponente di spicco del Pd nell’Alta Tuscia, è imputato davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone dei reati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso.
E’ partito con la richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni che avrebbero incastro gli imputati il processo scaturito dal secondo filone dell’inchiesta Vox Populi.
Al centro una presunta cordata di imprenditori pronti a versare tangenti, secondo l’accusa, per spartirsi le gare pubbliche indette sul territorio comunale.
E’ l’inchiesta dei pm Stefano d’Arma e Fabrizio Tucci sfociata in cinque arresti il 17 ottobre 2016, tra i quali un funzionario regionale, gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i funzionari comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, accusati a vario titolo di turbativa d’asta e la rivelazione di segreti d’ufficio per reati commessi tra il 2012 e il 2015.
Dal blitz è scaturito un primo processo, tuttora in corso col giudizio immediato, e quello che ha preso il via ieri dopo il rinvio a giudizio, lo scorso 2 ottobre, dell’ex sindaco Alberto Bambini, dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, degli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini e dell’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli.
L’ex sindaco ci è finito in mezzo per la famosa “tangente a fin di bene”, chiesta dall’imprenditore Fabrizio Galli al collega Mauro Gioacchini all’inizio di maggio 2015: cinquemila euro ciascuno, per spartirsi due appalti di asfaltatura, che Bambini avrebbe chiesto per l’acquisto di un’apparecchiatura per l’ospedale di Acquapendente.
L’avvocato Gianluca Luongo, che difende Bambini, ha chiesto l’inutilizzabilità delle intercettazioni che dovrebbero trasmigrare nel processo dal fascicolo del procedimento gemello, in virtù di una recente sentenza delle sezioni unite della cassazione che lo esclude, relativa alla cosiddetta “connessione debole”, sotto il profilo investigativo, derivante dal contesto territoriale e personale comune. Dello stesso parere i difensori degli altri imputati, i legali Roberto Massatani, Federica Friggi e Enrico Valentini.
Parte civile contro tutti gli imputati ad eccezione dell’ex sindaco il Comune di Acquapendente.
Nel mirino della procura, ancora una volta, la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.
Il collegio, scremando le liste testimoniali ridondanti presentate dalle parti, si è riservato di decidere sulle intercettazioni all’udienza del 10 febbraio 2021. Se l’eccezione non dovesse essere accolta, l’accusa è pronta a chiedere le trascrizioni delle intercettazioni, che entrerebbero quindi a pieno titolo tra le prove contro gli imputati.
