|
|
Roma – Nessun passo indietro del governo sulla riapertura delle scuole superiori subito dopo l’Epifania. Si tornerà sui banchi il prossimo 7 gennaio. Ma ciò varrà solamente per il 50 per cento degli studenti. Didattica in presenza per metà della popolazione scolastica, dunque.
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno ha ribadito che sarà “un ritorno in classe dal 7 gennaio delle scuole secondarie di secondo grado con una didattica in presenza di almeno al 50%, ma nel segno della flessibilità”. Della stessa idea la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Le scuole superiori vanno riaperte anche in considerazione delle ultime valutazioni dell’Unione europea, secondo cui gli istituti scolastici non costituiscono un luogo pericoloso per il contagio”.
Se dal governo non sembrano esserci dubbi sulla ripartenza in sicurezza, non è lo stesso per i sindacati. “I messaggi incerti, 50% prima, 75% dopo una settimana, influenzano negativamente il rapporto con l’opinione pubblica”, avverte la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. Per questo, secondo la sindacalista “le famiglie stanno scegliendo l’educazione parentale proprio perché si fidano meno dell’organizzazione scolastica”.
