|
|
Viterbo – Diciassette lavoratori, due dei quali stranieri clandestini, tenuti senza riposi giornalieri e settimanali e in superamento dell’orario massimo di lavoro”. Sono i dettagli forniti dall’ispettorato del lavoro di Viterbo su un’operazione contro il caporalato.
Nella nota firmata dalla direttrice Elda Gente Magnani si parla dell’importante “operazione congiunta da parte dell’ispettorato del lavoro con i carabinieri del comando provinciale, nella quale sono state ispezionate tre ditte appartenenti allo stesso gruppo familiare nelle quali sono emersi importanti profili di responsabilità dei titolari sia a livello penale, sia a livello amministrativo in riferimento allo sfruttamento dei lavoratori”.
“Sono state finora esaminate 17 posizioni lavorative – spiega la nota dell’ispettorato – per le quali sono stati contestati illeciti per mancati riposi giornalieri e settimanali, per superamento dell’orario massimo di lavoro e per l’impiego di 2 lavoratori stranieri risultati clandestini”. Ciò ha portato a “oltre 25mila euro” di sanzioni amministrative, a cui si sono aggiunti ulteriori 400 euro di sanzioni “per violazioni della normativa anti-Covid-19”.
L’ispettorato aggiunge anche che “sono ancora in corso accertamenti sulla posizione lavorativa di ulteriori 12 dipendenti, per i quali sì sta verificando la corrispondenza tra quanto dichiarato nei contratti di lavoro e le effettive condizioni di lavoro”.
L’operazione, che ha richiesto anche l’ausilio dei mediatori culturali dell’organizzazione internazionale per le mediazioni, rientrava nel progetto Alt caporalato, finanziato dal Fondo politiche per l’immigrazione.
