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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei sottoporvi il caso di mia suocera: sabato 28 novembre viene portata con il 118 al pronto soccorso di Belcolle Viterbo, con difficoltà respiratorie. Le viene fatta una tac e viene evidenziata una polmonite bilaterale interstiziale con sospetto Covid. Le viene fatto un tampone molecolare che risulta negativo.
Il 29 novembre viene allora trasferita alla clinica Santa Teresa di Viterbo e viene iniziata una cura. La signora è stata sempre vigile. Il 1 dicembre la paziente viene riportata al pronto soccorso di Belcolle per problemi respiratori e le viene effettuato il secondo tampone molecolare che risulta nuovamente negativo. Il 2 dicembre viene riportata alla clinica Santa Teresa, le sue condizioni migliorano e il 14 dicembre le viene effettuato un terzo tampone alla clinica Santa Teresa.
Il 15 dicembre il risultato di questo tampone è positivo. Domanda: dove si è positivizzata la signora? Dopo due tamponi negativi, non essendo più uscita dall’ospedale dove ha contratto il virus? Quanto sono sicuri i nostri ospedali? Purtroppo non è il primo caso e non sarà neanche l’ultimo, ma questo fatto testimonia una carenza nel controllo degli operatori che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere.
E’ evidente che i pazienti sono numeri e che se “va male” noi poveri cristi non facciamo altro che aumentare quel bollettino di guerra “quotidiano”. Deve però essere ben chiaro che se quei numeri aumentano non è soltanto per la negligenza di noi cittadini che spesso siamo trattati come criminali per gli assembramenti o per non aver indossato correttamente la mascherina, ma bensì per una mancanza di sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere che non ci proteggono ma che molto spesso ci mettono in serie situazioni di rischio.
Come andrà a finire? Al momento la signora presenta una temperatura di circa 37 gradi e verrà al più presto trasferita in uno dei reparti Covid dell’ospedale di Belcolle. Come andrà? Chissà!
Catia Ruspantini
