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Va a vivere nel gazebo della parrocchia, il prete per sfrattarlo chiama i carabinieri

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Viterbo - Intervento dei carabinieri in centro

Viterbo – Intervento dei carabinieri in centro

Orte – (sil.co.) – Va a vivere nel gazebo della parrocchia, il prete per sfrattarlo chiama i carabinieri. Lui avrebbe brandito una bottiglia vuota di birra, urlando in inglese “I kill you”, vi ammazzo.

E’ finita con un 22enne senegalese a processo per minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane, lo scorso 18 giugno, è finito in manette dopo avere dato in escandescenze alla vista dei militari, intervenuti presso la chiesa dei santi Giuseppe e Marco, a Orte Scalo, su richiesta del parroco.

“Il sacerdote ha spiegato che da qualche giorno un giovane straniero si era trasferito con i suoi effetti personali nel gazebo dietro la chiesa, dove c’è l’oratorio e il campo da calcio, rifiutando di andarsene. Noi siamo intervenuti e lo abbiamo trovato a dormire sul tavolo, con attorno buste e passeggini con le sue cose. Era conosciuto agli uffici, perché ogni tanto trovava un luogo dove pretendeva di stare e noi dovevamo allontanarlo. Allora prendeva il treno, ma poi tornava sempre. Una volta si è messo a fare i suoi bisogni davanti alle pompe funebri”, ha spiegato ieri al giudice Giacomo Autizi uno dei militari intervenuti.

“Quando gli abbiamo detto che lì non poteva stare, è sceso dal tavolo, ha afferrato una bottiglia vuota di birra che stava sotto e ha cominciato a minacciarci urlando ‘vi ammazzo’ in inglese. Diceva ‘I kill you’ e non c’era verso di calmarlo. Allora il comandante, per farlo desistere, ha tirato fuori la pistola, mentre un collega lo afferrava da dietro levandogli la bottiglia. Poi lo abbiamo dovuto ammanettare, perché continuava a dimenarsi e ci ha anche procurato delle lesioni. In caserma si è calmato”, ha proseguito.

Durissimo il controesame dell’avvocato Vincenzo Petroni, difensore dell’imputato, che ha posto in dubbio la comprensione da parte dell’imputato dell’invito ad allontanarsi in lingua italiana, dato che parla solo inglese e che per lui era presente in aula un’interprete, chiedendo anche perchè non fossero stati allertati i servizi sociali del comune di Orte.

Il militare ha ribadito che il 22enne in precedenza era stato già più volte allontanato e aveva sempre capito benissimo e che senza una specifica delega i carabinieri non possono chiamare i servizi sociali. “Si tratta di un senza fissa dimora conosciuto. Sia prima che dopo, io personalmente gli ho comprato le sigarette oppure da mangiare”, ha detto, sottolineando che non c’é stato alcun accanimento e che l’arresto è stato inevitabile.

Il processo è stato rinviato al 27 maggio per sentire il maresciallo Sandro Lo Giudice, comandante della locale stazione dei carabinieri, e la sentenza. 


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