- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Governo in stallo sul Recovery fund, salta il consiglio dei ministri

Condividi la notizia:


Roma - Palazzo Chigi

Roma – Palazzo Chigi

Roma – Governo in stallo sul Recovery fund e sulla creazione di una task force per la gestione dei progetti del Piano di ripresa e resilienza italiano. Salta il consiglio dei ministri in programma per questo pomeriggio.

Nemmeno la lunga riunione del pre-consiglio per la governance del Recovery plan, terminata a notte fonda, è riuscita a compattare la maggioranza sulla gestione degli oltre 200 miliardi di fondi europei per la ricostruzione post-Covid.

A confermare le tensioni interne all’esecutivo, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, il primo a porre il veto sulla task force formata da tecnici e manager e pensata dal premier Giuseppe Conte: “La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone – dice Renzi al Tg2 – ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona. Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì”.

Si cerca la mediazione. Ma in un’intervista al Corriere della Sera le parole di Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera, confermano che la tensione nella maggioranza è altissima. “Noi abbiamo chiesto da mesi di discutere in parlamento del Recovery fund. E abbiamo promosso una discussione interna alla maggioranza. Italia viva chiede, pubblicamente, un dibattito alla luce del sole. Il premier ha fatto un’intervista sabato per dire che aveva già deciso tutto, che si sarebbe creata una governance con trecento consulenti, che i progetti erano già stati predisposti con commissari in grado di avere poteri sostitutivi rispetto ai ministeri. Noi non stiamo sfidando il premier, stiamo solo difendendo le istituzioni di questo paese: non abbiamo voluto dare i pieni poteri a Salvini, non intendiamo darli a Conte”.

Tra i punti più contestati, i poteri in deroga della task force -guidata da 6 manager e formata da 100 tecnici -, considerati da Iv ma anche Pd e 5S, esorbitanti e non sottoposti ad alcuna verifica da parte dell’esecutivo. La creazione, di fatto, di una struttura parallela al governo. La scarsa chiarezza sui limiti e i casi in cui questa struttura interviene e commissaria le amministrazioni e i ministeri.

Si tratta ancora, quindi, per cercare di arrivare a una quadra ed evitare strappi sul piano da presentare nel più breve tempo possibile a Bruxelles e al parlamento. 


Condividi la notizia: