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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le parole pronunciate dall’assessora ai Lavori pubblici in consiglio comunale lo scorso giovedì sul probabile spostamento dell’asilo comunale, attualmente situato nel complesso ex Onmi, per farne un luogo destinato a chissà quale lungimirante progetto, denotano il chiaro segnale di disinteresse di questa amministrazione verso l’asilo nido comunale, tema invece assai caro ai tanti genitori che hanno scelto proprio I Cuccioli per affidare i propri figli alle cure e agli insegnamenti delle educatrici e al personale tutto, che si dedica con impegno ed abnegazione alla crescita pedagogica dei più piccoli.
A chi non ha seguito le alterne vicende che hanno accompagnato la riapertura dell’anno educativo presso l’asilo in questione, ricordo che le attività hanno preso avvio con notevole ritardo a causa della lentezza con cui questa amministrazione ha disposto, interventi strutturali peraltro di modestissima entità, al fine di rendere la struttura in grado di funzionare secondo le norme anti-Covid19 emanate sin dai primi di agosto dalla Regione Lazio.
Indubbiamente, le affermazioni fatte dall’assessora Allegrini di destinare ad altro l’edificio dell’ex Onmi, unite alla lentezza di certe decisioni e il ridotto numero dei bimbi accolti da settembre, in numero davvero esiguo rispetto a quanto la struttura nel suo complesso ne potrebbe realmente accogliere con il personale adeguato, gettano un’ombra scura sul destino che questa amministrazione sta definendo per l’asilo comunale.
È assurdo che una struttura che possiede ben due piani funzionali a svolgere l’attività didattica dei più piccoli, ad oggi utilizza solo il piano terra, lasciando che altri almeno 400 metri quadrati rimangano adibiti a magazzino in cui sono ammucchiati arredi da asilo, piccoli banchi, armadietti colorati e molto altro, utili ad arredare almeno altre tre enormi stanze che potrebbero accogliere molti più bambini di quelli che oggi vi possono accedere, sempre nel rispetto delle regole anti-Covid19.
Qualcosa non torna davvero se al ridimensionamento del numero dei bambini accolti a settembre causa ritardo nell’apertura, si aggiunge l’idea di smantellare il nido comunale, che, testuali parole “costa un po’”. Come se gli accreditamenti degli asili convenzionati fossero gratis.
Ovvio che se non si rilancia il servizio, non si amplia, non si aumentano i paganti, non lo si rende concorrenziale e non si fa la giusta pubblicità, resterà sempre e solo ‘un problema’. Ma se si cambia prospettiva e lo si vive come una risorsa, una possibilità di essere il primo fra tutti i nidi e fare da apripista per progetti e rete educativa, la storia cambia decisamente.
Invece di pensare di spostare il nido altrove, perché non si utilizzano le risorse messe a disposizione dai bandi regionali invece di farseli scadere tra le mani, precludendo ad una realtà così centrale del nostro tessuto cittadino di funzionare al massimo delle sue potenzialità e possibilità?
Assessora Allegrini, rifletta su quanto dichiarato, e dimostri invece di essere in grado di prendersi a cuore il futuro della struttura per potenziarne l’attività educativo-didattica- pedagogica, così egregiamente portata avanti da tutti coloro che all’interno vi operano da anni con risultati eccellenti.
Patrizia Notaristefano
Consigliera comunale
Movimento Civico Viterbo2020
