Cronaca – È braccio di ferro tra la Valle D’Aosta e il governo. Dopo le tensioni con l’esecutivo per la collocazione della Valle D’Aosta nella zona rossa, il consiglio regionale rivendica la propria autonomia nella gestione dell’emergenza sanitaria e approva una legge con cui scavalca il Dpcm.
Il voto sulla nuova norma regionale è avvenuto nel pomeriggio di ieri, 2 dicembre. La legge è composta da sette articoli “volti ad adattare le disposizioni nazionali al territorio valdostano e alle sue specificità, disciplinando le libertà di movimento dei cittadini, le attività economiche e le relazioni sociali, compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus”.
La legge prevede che la regione possa intervenire autonomamente sulla riapertura del commercio al dettaglio, bar, ristoranti, servizi alle persone, musei e biblioteche. Di fatto la Valle D’Aosta adotta le misure di una regione gialla, anche se l’intero territorio sia zona rossa. Restano chiuse le scuole. Il presidente della regione Erik Lavévaz portà comunque reintrodurre le misure restrittive nel caso la curva epidemiologica regionale dovesse peggiorare.
La maggioranza di centrosinistra del consiglio regionale si è però spaccata durante le operazioni di voto perché gli autonomisti hanno votato a favore insieme alla Lega e Pour autonomie, mentre i progressisti e Pd si sono astenuti.
Alla legge del consiglio valdostano si è opposto il ministro per gli affari regionali e le autonomia Francesco Boccia, che ha fatto sapere che il provvedimento verrà impugnato.
