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Taranto – Lo stato torna nella gestione delle acciaierie dell’ex Ilva, firmato l’accordo tra ArcelorMittal e Invitalia. L’intesa, siglata giovedì sera intorno alle 22,30, consente alla società controllata dal ministero dell’Economia di entrare al 50% – per poi salire al 60% entro maggio 2022 – nella compagine azionaria della ArcelorMittal Investco, che ha in gestione gli impianti siderurgici in Italia.
“Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il ministro dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, esprimono soddisfazione per la firma dell’accordo di co-investimento tra Invitalia e Arcelor Mittal per l’ex Ilva”, si legge nel comunicato congiunto in cui si specifica che “l’accordo prevede un significativo impegno finanziario da parte dello stato italiano e rappresenta un passo importante verso la decarbonizzazione dell’impianto di Taranto attraverso l’avvio della produzione di acciaio con processi meno inquinanti”.
Il passaggio del controllo dello stabilimento di Taranto prevede “un articolato piano di investimenti ambientali e industriali”, si legge ancora nella nota. L’obiettivo del piano di investimenti nel Mezzogiorno d’Italia è di trasformare l’ex Ilva di Taranto nel “più grande impianto di produzione di acciaio ‘green’ in Europa”. Per questo sarà avviato il processo di decarbonizzazione dello stabilimento, “con l’attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l’anno”.
L’intesa prevede inoltre “il completo assorbimento, nell’arco del piano, dei 10.700 lavoratori impegnati nello stabilimento”.
