Viterbo – (sil.co.) – Macchina del fango e Vinitaly: uno degli imputati potrebbe essere positivo al Covid, slitta alla prossima primavera il processo a Paolo Gianlorenzo, Angela Birindelli e altri sei indagati della maxinchiesta “Quarto potere”.
Tra gli ultimi testimoni sentiti dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei figura nel frattempo Arturo Diaconale, lo storico giornalista, deceduto ieri all’età di 75 anni, fino a pochi giorni fa portavoce ufficiale della Lazio nonché portavoce del presidente del club biancoceleste Claudio Lotito.
Al palazzo di giustizia del Riello è venuto lo scorso 14 gennaio. All’epoca dei fatti per i quali il pubblico ministero Massimiliano Siddi ne ha chiesto la testimonianza, tra il 2011 e il 2012, era il direttore del quotidiano L’Opinione delle libertà.
In tribunale, Arturo Diaconale è stato sentito sui rapporti tra il quotidiano nazionale e l’Opinione di Viterbo, la cui redazione era guidata da Paolo Gianlorenzo, del quale ricordava le dimissioni a un certo punto date per scontate, ma non la lettera inviatagli dal cronista, all’epoca indagato nell’ambito della maxinchiesta “Quarto potere” sfociata nel processo ai due filoni paralleli “Macchina del fango” e Vinitaly”.
Ieri avrebbe dovuto essere sentito Stefano Bizzarri una delle parti offese, regolarmente presente in aula. Sarà ascoltato all’udienza fissata il prossimo 11 maggio. Stefano Bizzarri è il dipendente Arsial e capo dell’opposizione al Comune di Bagnoregio del quale l’allora assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli avrebbe chiesto la testa perché troppo vicino a Battistoni. Sarebbe stato costretto a chiedere il trasferimento solo perché vicino a Battistoni e “lontano” dal sindaco di Bagnoregio.
Otto imputati e cinque parti civili nel maxiprocesso
Otto gli imputati. Oltre al cronista Paolo Gianlorenzo (difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili), la collaboratrice Viviana Tartaglini (difesa da Franco Taurchini), l’ex assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli, l’ex patron della Viterbese calcio e imprenditore Giuseppe Fiaschetti, l’impiegato dell’agenzia delle entrate Luciano Rossini, l’ex dipendente della Asl, Sara Bracoloni, l’ex direttore dell’assessorato all’agricoltura Roberto Ottaviani e l’ex commissario straordinario dell’Arsial Erder Mazzocchi. Sono accusati, a vario titolo, di tentata estorsione, tentata concussione, corruzione, minacce, peculato, abuso d’ufficio, appropriazione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio, soppressione di atti, sostituzione di persona e detenzione di arma.
Parti civili l’ex redattore dell’Opinione di Viterbo Daniele Camilli, l’attuale senatore del centrodestra Francesco Battistoni (eletto per Forza Italia il 4 marzo 2018), l’imprenditore e sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli, la Regione Lazio e Antonio Riccardi (il presunto prestanome di Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl ed ex editore di Gianlorenzo, il quale si sarebbe spacciato per lui per ottenere informazioni scottanti al telefono).
