Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Buon giorno a tutti, è proprio vero, la lettura anche dei cosiddetti quotidiani, classici cartacei o digitali della rete, stimola i pensieri ed attiva le menti per poi fare ragionamenti e considerazioni.
Forse scopro l’acqua calda con le mie affermazioni dicendo che le persone informate e attente a ciò che ruota attorno alle proprie vite quotidiane possono vivere con più armonia e consapevolezza le proprie giornate cittadine.
Dopo il lavoro ed ovviamente la salute, il cosiddetto sale della vita per stare bene con se stessi sono i rapporti umani, le relazioni sociali, gli interessi di varia natura che arricchiscono la parte nostra interiore e così via.
Chi vive l’attività politica, ovviamente, deve manifestare l’interesse di intraprendenza, di operosità anche a livello amministrativo, per migliorare la vita sociale, economica, culturale del proprio territorio di appartenenza, questo è giusto ed ovviamente auspicabile.
Da semplice viterbese che vive anche la Viterbo medievale, frequentando le varie vie del nostro grande e bel centro storico mi chiedo: quanto potrebbe essere, a livello di moneta, l’entrata economica prodotta veramente grazie all’interesse turistico di gruppi che girano la nostra città?
I vari operatori commerciali hanno mai fatto indagini di quanto i cosiddetti croceristi lasciano in moneta sonante dentro le attività della zona storica di appeal medievale con i vari monumenti, palazzi, chiese, musei e varie peculiarità di interesse turistico di cui Viterbo è ricca?
La città ha e potrebbe avere forse più sviluppo se molti di questi gruppi conoscessero al meglio le potenzialità di vivere emozioni ed appagamenti vari senza lasciarsi condizionare, come spesso accade, dalla fretta.
Potrebbero conoscere veramente la piacevolezza, senza pagare eccessive “gabelle”, come nel tempo medievale, di poter percorrere e calpestare, come grandi personaggi storici del passato, i lastroni grigi della lavica pietra peperino senza lasciarsi comandare dalla fretta.
Nel periodo medievale forse la vita andava meno in fretta, i tempi erano più lunghi anche senza l’utilizzo del telefonino e dell’orologio.
La città, economicamente, potrebbe avere più successo se il tempo dedicato ai vari interessi del medieval tour fosse più lungo, di certo la comunità e l’amministrazione cittadina avrebbe più soddisfazione nel vedere scatti fotografici realizzati dai vari turisti, ovviamente senza il pagamento di gabelle medievali.
La città si apprezza meglio se la si vive senza la caotica fretta, i ricordi che ognuno di noi si porta dentro, quando è appagato di ciò che visita, assumono un altro valore.
Questo è il mio semplice pensiero da cittadino che gira.
Renato Petroselli
