Viterbo – “Mi state cacciando dal negozio perché mio figlio autistico non tiene la mascherina?”. A fare la domanda è stata Barbara Visciola, madre di un ragazzo disabile di 17 anni. E la risposta del commerciante sarebbe stata “sì”. Martedì scorso, 8 dicembre, giorno dell’Immacolata. In un paese dell’alto Lazio, provincia di Viterbo.
E’ mattina, e Barbara Visciola decide di uscire per comprare gli addobbi natalizi e con l’occasione anche una mascherina per sé, che le ha appena finite. Con lei esce anche il figlio di 17 anni. Il ragazzo è autistico “con gravi problemi – spiega la madre – di gestione dell’aggressività. Non riesce a tenere la mascherina. A volte cerco di fargliela indossare, ma lui la cala subito e la cosa scatena crisi di aggressività importanti. Quindi, se posso, evito di mettergliela”.
Viterbo – Barbara Visciola
Covid, mascherine e disabilità. I decreti del governo parlano chiaro. Le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, non devono indossarla. E neanche coloro che li accompagnano, laddove la persona disabile ha bisogno di vedere le espressioni del viso del suo accompagnatore. Questo vale sia nei luoghi pubblici, ad esempio parchi, negozi e ristoranti, che negli esercizi commerciali come negozi e bar. Anche in questi casi, la mascherina non è obbligatoria, nemmeno per gli accompagnatori e gli operatori di assistenza) nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità.
“Per mio figlio – precisa Barbara Visciola – mettere la mascherina è un problema psichico. Mio figlio non parla, non guarda, non ascolta”.
San Lorenzo Nuovo – Il centro dell’associazione il Volo
Una volta arrivati al negozio, madre e il figlio scendono dalla macchina ed entrano. “Un negozio – sottolinea Barbara Visciola – che frequento da almeno un paio d’anni e dove conoscono sia me che mio figlio”.
Nel negozio, assieme a Barbara e al figlio, ci sarebbero state “una trentina di persone. Sia io che mio figlio non indossavamo la mascherina. Io sono andata subito ad acquistarne una per me che le avevo appena finite. La persona che stava alla cassa me le ha passate due, al che le ho fatto subito presente che mio figlio non ne aveva bisogno perché disabile. Tant’è vero che a quel punto me ne ha data soltanto una”.
Ed è in quel momento che avrebbe fatto la sua comparsa il proprietario del negozio. “A un certo punto – prosegue il suo racconto Barbara Visciola – si è avvicinato il proprietario dicendomi di far mettere la mascherina a mio figlio. Io ho cercato di spiegargli che non poteva indossarla e lui si è arrabbiato in maniera brusca. Io, anche con l’aiuto delle persone presenti, ho continuato a spiegargli che non si trattava di un capriccio, ma che mio figlio, vista la sua disabilità, non era proprio in grado di tenerla. Il proprietario è andato allora su tutte le furie e mi ha cacciato dal negozio. Lo ha fatto solo a voce, ma la volontà di mandarmi via era chiara. Mi ripeteva di andare fuori, di uscire”.
“Le persone presenti – aggiunge Barbara Visciola – a quel punto si sono offerte di stare con mio figlio fuori dal negozio mentre finivo di acquistare le cose che volevo comprare. Ho apprezzato il gesto, ma ho rifiutato per una questione di dignità mia e di mio figlio”.
Tuttavia, una volta fuori dal negozio la signora non si sarebbe data per vinta e rivolgendosi al proprietario gli avrebbe posto una domanda, semplice. Essenziale. “Mi state cacciando dal negozio perché mio figlio autistico non tiene la mascherina?”. La risposta sarebbe stata “sì”. “Ripentendo fuori! fuori!”, rimarca Barbara.
Una pubblicazione del centro di San Lorenzo Nuovo
Barbara Visciola, da sempre impegnata nel sociale, è inoltre vice presidente di una struttura socio assistenziale che si occupa di disabilità a San Lorenzo Nuovo. Un centro inaugurato nel 2017 e frequentato da una quarantina di ragazzi. L’episodio raccontato nell’articolo non è avvenuto nel paese dove ha sede la struttura socio assistenziale.
Un episodio simile sarebbe successo pochi giorni fa anche a Livorno. Protagonista della disavventura un trentenne affetto da autismo.
“Sono rimasta sconvolta – conclude il suo racconto Barbara Visciola -. Non avevo mai vissuto una situazione del genere, mai. Nè io, né mio figlio. Nessuno mi aveva mai allontanata. Nessuno mi aveva mai cacciata. E’ la prima volta che mi succede una cosa del genere. Mi ha molto colpita, turbata. Una vicenda per me molto dolorosa. Per le modalità con cui si è svolta e le parole che mi sono state dette”.
Daniele Camilli


