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“Non vedo l’ora che i drive-in diventino centri per i vaccini, vorrebbe dire che il virus ha iniziato a morire…”

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Viterbo – Vaccino anti-Covid, ieri quaranta operatori sanitari di Belcolle hanno ricevuto le prime dosi. “Nessuno, compreso me, ha avuto effetti collaterali”, dice Giulio Starnini. Infettivologo, epimediologo, primario di medicina protetta e responsabile dei drive-in della Tuscia, è stato il primo uomo a Viterbo a cui è stata somministrata una dose del siero della Pfizer – Biontech.

Oggi a Belcolle, sede provinciale dello stoccaggio, arriveranno altre 1950 fiale. Sempre per medici e infermieri, ma anche per il personale e per gli ospiti delle residenze per anziani le cui vaccinazioni inizieranno nelle prossime ore e dureranno cinque settimane: nella Tuscia le prime strutture sono già state individuate.


Giulio Starnini

Giulio Starnini


Dottor Starnini, la lotta al Coronavirus ormai va avanti da quasi un anno. Qualche momento che ricorda di questi mesi…
“Ho sofferto quando ho visto i reparti Covid tornare a riempirsi dopo un’estate in cui si erano svuotati. Sapevamo tutti che ci sarebbe stata una seconda ondata, ma non immaginavano con una portata del genere. Ciò ha portato il drive-in di Belcolle a non reggere più la pressione: le auto erano tantissime, le file lunghissime e, nonostante i nostri sforzi, l’attesa per fare il tampone durava ore. Ma poi siamo riusciti a trasferire il drive-in di Viterbo al Riello e ad allestirne altri tre nella provincia: tra poco arriverà pure il walk-in per chi non ha la macchina alla Cittadella della salute”.

Non credo sia finita qui…
“Ricordo quando tra fine febbraio e inizio marzo abbiamo cominciato a registrare polmoniti strane anche nella Tuscia e quando ho diagnosticato i primi casi Covid nel capoluogo. Non è facile, neppure per un medico, andare a casa delle persone, portarle in ospedale e vederle comunque morire. È capitato e sta continuano a succedere troppe volte. È ora di finirla con questi bollettini da guerra. Poi l’abnegazione di medici e infermieri: non siamo né santi né eroi, ma professionisti che si dedicano al loro lavoro con passione. Molti colleghi si sono ammalati, ma poi si sono negativizzati e sono tornati a lavorare”.


Coronavirus - La vaccinazione di Giulio Starnini

Il dottor Giulio Starnini si vaccina contro il Covid


Perché ha scelto di vaccinarsi?
“Perché non ci sono motivi razionali per non farlo. Ha delle potenzialità incredibili e una risposta immunitaria molto alta che non ci dovrebbero permettere di avere alcun dubbio. La notte prima della somministrazione ho dormito tranquillamente e non ho avuto alcuna paura. Non è per nulla doloroso, infatti faccio fatica a ricordare in quale braccio l’ho fatto”.

È un vaccino sicuro?
“Lo sto studiando sin dalle sue prime fasi e finora, su centinaia di migliaia di persone, non ha avuto effetti collaterali gravissimi sulla base delle letterature scientifiche. È stato fatto rapidamente, ma ci si stava già lavorando con alti tipi di Coronavirus: la Sars e la Mers. La strada, quindi, era già segnata. La ricerca è ricominciata da quei vaccini e tutto ciò ha enormemente facilitato il lavoro. È stata una grandissima intuizione e la vittoria della ricerca sul virus”.

Cosa rappresenta per lei il vaccino?
“Una svolta, è la carta che ci permetterà di vincere la partita contro il Covid. Ci vorranno ancora mesi, ma abbiamo iniziato a scrivere una nuova pagina. Non dobbiamo abbassare la guardia però. Nemmeno con le attività dei tamponi e con la ricostruzione dei contatti. La mia speranza è di poter trasformare i drive-in in centri di vaccinazione per la popolazione: spero che ciò possa accadere il prima possibile perché vorrebbe dire che il virus ha iniziato a morire”.

Il vaccino non è obbligatorio. È giusto secondo lei?
“Ho fiducia nelle persone e questo mi porta a dire che l’obbligatorietà non sarà necessaria. Credo che la maggior parte dei cittadini si vaccinerà e che raggiungeremo l’immunità di gregge con la quale riusciremo a proteggere anche chi nel vaccino non ci crede”.

Raffaele Strocchia


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