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“Non vedo mia figlia da dieci anni, la mia ex mi ha del tutto estromesso dalla sua vita”

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L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – “Non vedo mia figlia da dieci anni”, ha detto in tribunale un italiano sposato con una straniera.

Si tratta di un viterbese finito sotto processo con l’accusa di avere violato gli obblighi familiari per non avere versato gli alimenti alla figlia, oggi 17enne, che la ex moglie, una quarantenne, ha riportato in patria nel 2011, lasciandola coi nonni fino all’anno scorso, quando la minore ha raggiunto in Italia la donna e il compagno col quale nel frattempo si è rifatta una vita.

Ieri l’uomo è stato assolto dal giudice Elisabetta Massini, che ha invece rinviato alla procura gli atti relativi alla richiesta di pubblico patrocinio da parte della ex moglie, che si è costituita parte civile per avere un risarcimento, chiedendo che fosse lo stato italiano a pagare le spese del suo avvocato in quanto priva di entrate.

In realtà la donna avrebbe sempre lavorato, in Italia e all’estero, avendo i mezzi per mantenere sé e la piccola, cresciuta dai genitori in patria. L’ex marito ha invece dimostrato di avere potuto contare solo su lavori saltuari e di essere stato estromesso dalla vita della figlia. 

“Mentre il mio assistito non sa dove si trovi sua figlia da dieci anni, perché gli sono stati impediti i contatti, la madre della minore, per sua stessa ammissione, ha mentito riguardo alle sue capacità economiche, non dichiarando i redditi da lei percepiti in Italia e anche all’estero. Per questo chiedo che siano effettuate verifiche fiscali sul suo conto, dal momento che è palese come questo processo non nasca dall’esigenza di far vedere la figlia al padre, ma solo da istanze economiche”, ha detto durante la discussione l’avvocato Samuele De Santis, difensore dell’imputato.

L’accusa aveva chiesto una condanna a 20 giorni e 300 euro di multa. Il giudice ha assolto l’imputato, rinviando gli atti alla procura per la ex, che adesso rischia un processo per avere dichiarato il falso.


“Mi ha mollato con la piccola nel suo paese ed è tornata in Italia”

La coppia, in piena crisi coniugale, nel 2011 era partita insieme con la piccola, che all’epoca aveva otto anni, alla volta del paese d’origine della moglie. “Doveva essere un tentativo di riappacificazione, stavamo in una casetta adiacente a quella dei miei suoceri e io mi sono trovato un lavoro da operaio edile in un cantiere – ha spiegato l’imputato – ma mia moglie dopo appena un paio di mesi è tornata in Italia e mi ha lasciato solo con la bambina. L’ho aspettata per un po’, poi sono tornato in Italia anche io, affidando la piccola ai nonni, cui quando potevo inviavo delle piccole somme”.

“Tornato a Viterbo – ha proseguito – ho scoperto che la mia ex aveva nel frattempo chiesto e ottenuto l’affidamento esclusivo della bambina e che, senza che io sapessi niente, mi aveva denunciato, sostenendo che l’avevo minacciata di spezzarle le gambe, motivo per cui sono stato condannato senza essermi neanche potuto difendere, finendo due volte in carcere, una delle quali per due mesi”. 


“Sono stato completamente estromesso dalla vita di mia figlia”

Quindi è arrivata la denuncia per l’omesso versamento dei 400 euro mensili per il mantenimento della figlia stabiliti dal giudice in sede di separazione. Alla ex moglie che ieri ha raccontato di come non si sia mai fatto vivo per fare il padre, l’imputato ha replicato: “Sono stato completamente estromesso dalla vita di mia figlia. Non avevo nessun contatto con nessuna delle due, né telefonico, né tramite social, a suo tempo sono stato bloccato ovunque. Ho saputo oggi che mia figlia dovrebbe essere tornata in Italia da circa un anno. Io non la vedo e non su nulla di lei da dieci anni, da quando l’ho lasciata coi nonni dopo che la madre è tornata in Italia da sola. So solo che sono stato denunciato, sono finito in prigione, sono stato processato senza avere più saputo nulla di mia figlia”.

La quarantenne ha ammesso di avere fatto la spola tra il suo paese e l’Italia in tutti questi anni, sei mesi e sei mesi, lavorando in entrambi. “La bambina l’hanno cresciuta i miei genitori in patria, poi l’anno scorso è venuta a vivere qui con me, dove studia”, ha detto, spiegando che alla quotidianità della piccola ci hanno pensato i nonni, che non le hanno fatto mancare nulla mentre lei lavorava lontano da casa. 

 

 

 


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