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Il Paese delle fiabe compie tre anni

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Viterbo – Tre anni fa forse il progetto più riuscito degli ultimi tempi. Probabilmente a livello nazionale. Il Paese delle fiabe di Sant’Angelo, comune di Viterbo. Il 27 novembre, il terzo anniversario di uno degli investimenti più azzeccati fatti in Tuscia, promosso dall’associazione Acas, ideatrice e animatrice del progetto. Sostenuto, più che dal comune, dall’opposizione. Nello specifico dal capogruppo di Viterbo 2020, Chiara Frontini. Pressocché la sola a festeggiarne il compleanno di un’idea che ha fatto innanzitutto a meno di quell’ipocrisia provinciale che vedeva nei murales né più né meno che un atto di teppismo.


Sant'Angelo - Il paese delle fiabe

Viterbo – Sant’Angelo – Il paese delle fiabe


Acas, coinvolgendo tutta quanta la popolazione, ne ha fatto invece un valore aggiunto. Con le fiabe che tutti hanno sentito da bambini raccontate e dipinte sui muri del borgo. Un paese delle fiabe che somiglia ai boschi dei fratelli Grimm. Con le strade ancora acciottolate che portano in cima. La nebbia alle 5 di mattina e il silenzio più assoluto quando cala la sera.


Sant'Angelo

Viterbo – Sant’Angelo


“Il 27 novembre abbiamo festeggiato i 3 anni dalla nascita del progetto Sant’Angelo ‘Il Paese delle fiabe’. Una riqualificazione urbana e turistica tra le più riuscite d’Italia, nonostante i tanti ostacoli, opposizioni e difficoltà. Un laboratorio di innovazione che parte dal basso e che è arrivato a cambiare il presente e il futuro del borgo. Auguriamo buon compleanno all’associazione Acas, ideatrice e animatrice del progetto”.


Viterbo - La consigliera comunale Chiara Frontini

Viterbo – La consigliera comunale Chiara Frontini


Sant’Angelo è un pezzo del comune di Viterbo che non sembra Viterbo. Oppure che Viterbo s’è dimenticato. Anche di fronte allo scatto di orgoglio che ha avuto. E i tantissimi turisti che ha attirato. Cosa che ha poi attivato anche un indotto economico diffuso su tutto il territorio. Sganciandosi progressivamente dal comune di cui fa parte. Attirato invece dalle dinamiche che stanno caratterizzando quella parte di Tuscia che da Sant’Angelo arriva a Civita di Bagnoregio passando per Celleno e Roccalvecce. Mentre il centro storico della città dei papi va in pezzi. Travolto dall’incuria e 


Il murale di Alice a Sant'Angelo di Roccalvecce

Viterbo – Il murale di Alice a Sant’Angelo


“Oggi – commenta Frontini – Sant’Angelo è una destinazione turistica: in 3 anni hanno aperto attività economiche e si sono rivalutate proprietà immobiliari. Le presenze durante i weekend sono nell’ordine di 1000-2000 persone, e questo solo grazie alla buona volontà e alla caparbietà degli ideatori. Adesso è tempo degli investimenti pubblici: infrastrutture e servizi di accoglienza per fare il salto di qualità non sono più rimandabili. Quando ci sono le idee, le competenze e la determinazione per realizzarle, questi sono i risultati, e noi ne andiamo orgogliosi”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il Paese delle fiabe


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