Viterbo – “Mi aspettavo l’ergastolo per Pang perché ha massacrato Norveo. Norveo era irriconoscibile”. Maria Chiara Torri è la moglie di Norveo Fedeli, il commerciante ucciso nella sua boutique di via San Luca a Viterbo il 3 maggio 2019. Aveva 74 anni. Ad ucciderlo Michal Aaron Pang che all’epoca dei fatti aveva 23 anni.
Michael Aaron Pang
L’altro giorno la sentenza che ha condannato Pang a 25 anni e mezzo di reclusione. Niente ergastolo, perché nonostante abbia ucciso Fedeli sferrandogli 17 sgabellate in testa, per la corte d’assise non c’è stata crudeltà. Nel frattempo, il 14 dicembre, tre giorni fa, i familiari di Fedeli hanno deciso di riaprire il negozio di via San Luca, chiuso da un anno e mezzo e posto sotto sequestro per i sopralluoghi della scientifica fino allo scorso mese di febbraio.
Viterbo – Il negozio della famiglia Fedeli in via San Luca
Signora Torri, cosa ne pensa della sentenza che ha condannato Pang a 25 anni di carcere?
“Non sono soddisfatta. Venticinque anni mi sembrano poco”.
Che cosa si aspettava?
“Dico la verità, mi aspettavo l’ergastolo. Non solo per quello che ha fatto, ma per come ha ridotto Norveo. L’efferatezza c’è. Lo ha veramente massacrato, era irriconoscibile”.
Perché avete deciso di riaprire il negozio di via San Luca?
“E’ un tentativo che faccio, per vedere se l’apertura aiuta un po’ a tutti ad andare avanti. L’ho fatto anche per questo. Da quel giorno la nostra vita è cambiata per sempre”.
Norveo Fedeli
Chi era Norveo Fedeli, che ricordo ha?
“I ricordi sono tantissimi, stavamo sempre insieme. Dalla mattina alla sera, dal 1975. Quarantacinque anni gomito a gomito. Uscivamo di casa insieme e tornavamo insieme. E conoscevo Norveo da quando avevo 15 anni e adesso ne ho 65. La vita mia era con lui. E adesso è sempre senza di lui. Per me Norveo era tutto, era presente sempre”.
Che idea s’è fatta di Pang?
“Un delinquente, lo vedo solo in questo modo, un delinquente e basta. Perché non si è accontentato di dire rubo e basta. Avrebbe potuto dargli una spinta e basta e avrebbe ottenuto uguale quello che ha ottenuto, senza ucciderlo. Quello che ha fatto, secondo me, l’ha fatto con cattiveria. Un ventitreenne atroce”.
Viterbo – Il negozio della famiglia Fedeli in via San Luca
Che cosa direbbe a Pang se lo incontrasse di persona?
“Gli chiederei perché lo ha fatto, che cosa s’è sentito in quel momento. Non gli direi che lo vorrei ammazzare come ha fatto lui con mio marito. E non glielo direi perché non mi sento di uccidere una persona. Però gli chiederei il motivo per cui lo ha fatto. Perché una persona che sta dentro al negozio, che sta per conto suo, per una carta che non passa uno ammazza? Che motivo è? Non doveva fare quello che ha fatto”.
Daniele Camilli



