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Pompei – Torna alla luce a Pompei l’ambiente quasi integro di un Thermopolium, bottega di street food, con piatti di ogni tipo, dalle lumache ad una sorta di “paella”.
Una scoperta che restituisce un’incredibile fotografia del giorno dell’eruzione nel 79 d.C., e apre a nuovi studi su vita, usi e alimentazione dei pompeiani.
Lo scavo, che non fa parte del grande progetto Pompei, si trova comunque nella zona della Regio V interessata negli ultimi anni dai lavori di consolidamento e scavi. La presenza del Thermopolium, ubicato proprio di fronte alla “locanda dei gladiatori”, quasi all’angolo tra il vicolo dei Balconi e la via della Casa delle Nozze d’Argento, era stata notata giĆ nel 2019, quando era stato fatto un primo saggio di scavo.
I lavori delle ultime settimane hanno fatto riemergere l’intero ambiente della taverna, con il suo bancone a elle raffinatamente e riccamente decorato e i vasi con i resti dei cibi e delle pietanze cucinate che i pompeiani usavano consumare per strada.
“Una fotografia di quel giorno nefasto”, commenta in un’intervista all’Ansa il direttore del parco archeologico Massimo Osanna. E anche il ministro della cultura Franceschini applaude, sottolineando il frutto del lavoro di squadra che si sta facendo in questi anni a Pompei: “Un grande esempio per la ripresa del paese”.
