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Rudy Guede serve alla mensa dei poveri e sanifica una chiesa…

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Viterbo - Omicidio Kercher - Rudy Guede a cena al ristorante Il Richiastro

Viterbo – Omicidio Kercher – Rudy Guede a cena al ristorante Il Richiastro

L'avvocato Fabrizio Ballarini

L’avvocato Fabrizio Ballarini

Viterbo – “Rudy Guede esce dal carcere per proseguire il suo percorso di reinserimento in affidamento ai servizi sociali”, spiega l’avvocato Fabrizio Ballarini del foro di Viterbo.

Ne ha fatta di strada da quando, per sbarcare il lunario, Rudy faceva lo spazzino nell’infermeria di Mammagialla. Condannato “da solo” per omicidio volontario in concorso. 

Una novità – l’affidamento in prova ai servizi sociali – che per Guede si traduce, oltre che nel lavoro esterno, come era ora, anche nel pernottamento esterno.

Il provvedimento gli sarà notificato tra questo sabato e lunedì. Il ponte dell’Immacolata, insomma, significherà per il giovane ivoriano il ritorno, se non ancora a una vita normale, a una sorta di quasi normalità. 

Guede, in questa particolarissima vigilia di Natale del 2020, dove sembra non esistere altro che il Covid, fa volontariato alla “mensa dei poveri” dentro Porta Romana, quella intitolata a don Alceste Grandori gestita dalla Caritas diocesana. E provvede alla sanificazione, perché il Coronavirus purtroppo esiste davvero, di una delle tante belle chiese che costellano il paesaggio del capoluogo. Nonostante su tutto e tutti incomba la pandemia, è riuscito a proseguire il suo percorso finalizzato al reinserimento sociale in vista del fine pena che arriverà soltanto fra circa un anno e mezzo.

Il noto penalista, che si dice ovviamente “molto soddisfatto”, fa parte della “task force” che in questi anni di carcere a Mammagialla si è spesa per garantire un futuro al ragazzo d’origine ivoriana, che oggi ha 34 anni. Ne aveva appena 21 nel 2007, l’unico condannato – a 16 anni in via definitiva, con sentenza della cassazione datata 16 dicembre 2010 – per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa britannica trovata cadavere il 2 novembre 2007 nell’appartamento di Perugia che condivideva con la statunitense Amanda Knox. Uccisa la sera di Ognissanti. 

“Per noi è un traguardo molto importante “. Ballarini ha ricevuto nel primo pomeriggio di ieri l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Roma che ha fatto seguito, positivamente, all’udienza celebrata il primo dicembre per l’affidamento in prova ai servizi sociali del detenuto, che finirà di scontare la sua pena nel marzo 2022.

“Nell’ordinanza, capillare e lunghissima, ci sono anche tantissime notizie personali – spiega il legale viterbese – viene riepilogato tutto il percorso della semilibertà di cui adesso usufruiva, poi viene aggiornata la situazione rispetto alla proiezione dell’affidamento in prova ai servizi sociali”.

“Attualmente – ricorda il legale – l’attività lavorativa che veniva svolta presso il Csc, il Centro studi criminologici, è stata interrotta per via del Covid e quindi ha dovuto intraprendere un altro percorso lavorativo, che è a livello di volontariato presso la Caritas. Lui sta alla mensa della Caritas e poi fa la sanificazione di una chiesa. Queste attività il tribunale di sorveglianza ha ritenuto che debbano essere ulteriormente implementate con altre attività, sempre di volontariato”.

“E’ stato inoltre dato conto che Rudy nel frattempo ha proseguito gli studi, per la laurea magistrale in scienze storiche. E ha dato conto di un percorso più che decennale del tutto privo di qualsiasi mancanza, sotto ogni profilo. sia nella fruizione dei permessi che nel rispetto degli orari, nel comportamento sociale. Tutto questo insieme, dà conto di un percorso di reinserimento sociale che appare giunto in uno stadio importante”.  

Era il 2016 quando una folla di giornalisti e telecamere era appostata fuori del carcere di Mammagialla per riprendere Rudy Guede alla sua prima uscita. Sono passati nel frattempo altri quattro anni da quando, dopo 9 anni ininterrotti di carcere, Guede ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza di Roma il primo permesso di 36 ore. Del suo caso, lontano dalla ribalta, si stavano occupando già da tempo gli operatori del Gruppo osservazione e trattamento, seguito passo passo dal vicepresidente del Gavac e coordinatore del gruppo di lavoro del Centro studi criminologici di Viterbo, Claudio Mariani e per la parte legale dal penalista Fabrizio Ballarini.

Condannato per omicidio in concorso, sostiene da sempre di non essere l’esecutore materiale del delitto di Perugia.

Silvana Cortignani


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