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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quella partitocrazia che ha mercificato l’acqua e lottizzato la Talete oggi chiede di mettere fuori la politica dalla gestione dell’acqua.
A quei megafoni espressione delle partitocrazie mercificatrici che hanno imbavagliato i sindaci rendendoli esecutori di potentati locali, vorrei sommessamente ricordare che la buona politica è strumento indispensabile nella gestione dei beni comuni.
Abbiamo bisogno di quella “buona politica” con la quale comunità e cittadini si esprimono per tutelare i beni comuni, per garantire quantità e qualità dell’acqua affinché sia restituita alla future generazione.
Coraggio regione Lazio applica la legge sull’acqua pubblica che hai da approvato all’unanimità da sei anni.
Coraggio consiglieri regionali che avete festeggiato lo straordinario risultato referendario con il quale gli italiani hanno detto sì all’acqua pubblica.
Coraggio presidente Nocchi convochi, in qualità di governatore delle acque, l’assemblea dei sindaci per porre fine alla scellerata gestione Talete.
E soprattutto, coraggio sindaci, che avete l’onore e l’onere di essere massima sintesi delle volontà delle vostre comunità: applicate il volere dei cittadini e chiudete l’esperienza Talete per riprendere, attraverso la strada della buona politica, una gestione pubblica e partecipata dell’acqua dove non sia la voce del padrone a dare ordini ma la tutela dei beni comuni sia l’unica “stella cometa” che guida la strada.
Bengasi Battisti
Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica
