|
|
Viterbo – Continuare a fronteggiare l’emergenza Coronavirus nella Tuscia e iniziare a organizzare la campagna vaccinale. È quanto alla Asl di Viterbo in questi giorni sta facendo, tra i tanti, la direttrice sanitaria Antonella Proietti.
“Sarà una grande campagna – dice -, molto probabilmente senza precedenti per dimensioni. Mi auguro che l’adesione sia altissima perché, se non vogliamo continuare a vivere distanziati e con le mascherine, il vaccino è la vera arma contro il virus”.
Anche nella Tuscia si partirà, su base volontaria, con le categorie che a livello nazionale sono state individuate come prioritarie: operatori sanitari e sociosanitari, personale dei presidi ospedalieri, ospiti e operatori di rsa e case di riposo. “Si tratta – spiega Proietti – di circa 8mila persone. Le prime 10mila dosi della Pfizer dovrebbero arrivare a Viterbo entro la prima settimana di gennaio, mentre le seconde 10mila dopo circa tre settimane per il richiamo”.
Lo stoccaggio avverrà a Belcolle. Poi la distribuzione sul territorio provinciale. “Il vaccino va mantenuto a -80 gradi e la Asl – assicura Proietti – ha già individuato il frigorifero adatto per la conservazione. Inoltre è stata studiata la modalità di trasferimento, mantenendo la catena del freddo”.
Il vaccino, infatti, non solo dovrà arrivare negli altri tre ospedali della Tuscia ma anche nelle residenze per anziani. “Molto probabilmente – afferma Proietti – le strutture socio-sanitarie lo somministreranno autonomamente, mentre in tutte le altre si recherà una squadra di vaccinatori della Asl. Squadre che saranno presenti anche negli ospedali di Belcolle, Acquapendente, Civita Castellana e Tarquinia e che saranno a disposizione soprattutto per gli operatori sanitari”.
Dopo le categorie con priorità toccherà a tutte le altre, partendo dalle più fragili. “I tempi? Tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio – anticipa Proietti -, quindi immediatamente dopo questa prima fase. Di conseguenza individueremo un maggior numero di siti in cui poter effettuare i vaccini. L’obiettivo è avere più postazioni possibili sul territorio per poter raggiungere più persone possibili. Tra le ipotesi, ad esempio, c’è anche la riconversione di una parte dei drive-in”.
Raffaele Strocchia
Il piano nazionale
Vaccino anti-Covid, per il 21 dicembre 2020 è atteso il via libera dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) alla procedura di emergenza che autorizzerebbe il candidato di Pfizer.
Seguirà l’approvazione degli enti regolatori dei singoli stati: in Italia l’Aifa (Agenzia italiana per il farmaco), che potrebbe autorizzare il vaccino anche in 24 ore. Dal via libera dell’Ema, quindi, si potrà iniziare a vaccinare entro 24\72 ore. Sarà il Vaccine day, che interesserà contemporaneamente otto paesi europei: oltre all’Italia, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera.
Il vaccino sarà somministrato prima alle categorie che governo e parlamento hanno stabilito essere prioritarie: operatori sanitari e sociosanitari, personale dei presidi ospedalieri, ospiti e operatori delle residenze per anziani. Si pensa di iniziare subito dopo Natale.
In Italia la campagna di vaccinazione partirà con un milione 833mila 975 dosi. La seconda fornitura sarà di 2 milioni 507mila 700 dosi, che consentiranno nelle settimane successive il richiamo per le categorie prioritarie e di avviare la vaccinazione della popolazione più fragile.
Nella prima consegna il Lazio riceverà 179mila 818 dosi. Alla regione, come a tutte le altre, arriverà anche il libretto di istruzioni e la procedura di somministrazione.
Il vaccino sarà per tutti volontario, anche per medici e infermieri.
