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Bellanova al governo: “Il tempo è davvero finito e questa esperienza per me è archiviata”

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Roma – La crisi di governo sembra essere al momento scongiurata, ma rimane alta la tensione tra la maggioranza e Italia Viva. “A chi ci dice che proprio in una pandemia si dovrebbe stare tutti uniti e accelerare sul piano, rispondo: non a prescindere da tutto. Il treno del Recovery passa ora e non passerà per molti anni, quasi sicuramente per decenni”. Così scrive su un lungo post su Facebook la renziana Teresa Bellanova, ministra delle politiche agricole alimentari e forestali.


Teresa Bellanova

La ministra Teresa Bellanova

“Le scelte che dobbiamo fare sono enormi, valgono più di quattro leggi di bilancio – prosegue Bellanova -. Che cosa vi aspettate quindi dalla politica? Che non legga il piano e lo approvi così come viene proposto, in nome di quell’unità, o che entri nel merito e costringa tutti ad un supplemento di riflessione? Che respinga al mittente chi prova a sfidare questo nostro insistere sui contenuti cercando maggioranze raccogliticce, minacciando elezioni – che in democrazia non sono mai una minaccia – o passaggi in parlamento a scatola chiusa, con un piano presentato con il diktat: prendere o lasciare? Che infine si ponga il dubbio se la squadra di costruttori che dovrà attuarlo sia la migliore del mondo o se invece questo paese, a fronte delle sfide che ci attendono, non possa e sappia esprimere di più? La democrazia è fatica. È mediazione, sintesi, dialogo. Ma è e deve essere anche approfondimento. Velocità, certo, perché questo richiedono le sfide della modernità, ma anche attenzione ai contenuti”.

“E allora io continuo a dire di non essere a mio agio in un equipaggio in cui ci si chiede di prendere o lasciare. In cui passiamo ore ad attendere che parti di questo governo ci mandino come fossimo una controparte un documento su cui ci giochiamo il futuro dei nostri figli, senza che nessuno metta in dubbio il fatto che proprio in una squadra sarebbe normale sedersi a un tavolo e forse scriverlo insieme. In cui “intanto siete al 2%” o “vogliono incarichi” sono le veline che vengono sapientemente riproposte ogni volta che insistiamo sui contenuti. In cui giornali contigui a pezzi determinanti di questa maggioranza insultano me e la comunità cui appartengo un giorno sì e l’altro pure. In cui vengo fatta passare come la “record woman” delle dimissioni paventate, mentre ciò che mi trattiene è solo ed unicamente il senso di responsabilità verso il paese che rappresento, verso il settore agroalimentare che ho difeso in tutto questo anno e continuerò a difendere, verso la comunità politica di cui faccio parte. Perché come sono fatta, nel bene e nel male, un po’ l’avete intuito. E avete intuito quali sarebbero state le mie reazioni di istinto alle vicende di queste ultime settimane”.

“Per uscire serve discontinuità. Radicale discontinuità, nei metodi e nel merito. E il compito di metterla in campo, ben oltre qualche post Facebook ma con atti politici, non spetta a me, ma spetta a chi ne ha oggi la responsabilità. Al presidente del consiglio, quindi. Cui chiediamo, ora sì, chiarezza di comportamento, capacità di rilanciare, onere della sintesi politica, affermazione del proprio ruolo di garanzia di tutte le componenti. In una parola: leadership. Perché a chi queste ore mi chiede che farà Italia Viva dico che la domanda è inversa: cosa risponde Conte? È Conte che deve dire. Noi abbiamo già detto”.

“Il tempo è davvero finito. E questa esperienza per me è archiviata, perché sono insostenibili questi metodi e queste incertezze sul merito, questo giocare a un rimpiattino intollerabile e offensivo, che toglie forza e credibilità a questa maggioranza. Che ha solo una strada obbligata: guardarsi in faccia, intendersi sul da farsi, sconfiggere questa pigrizia continua, questo lasciar scorrere il tempo scansando problemi e non sciogliendo i nodi. Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di leggerlo e valutarlo e ci si confronti in consiglio dei ministri. Perché noi a confronti sui contenuti non ci siamo mai sottratti, anzi siamo stati quasi sempre i primi a chiederlo a gran voce. Anzi, il confronto si faccia anche sugli altri nodi politici che ci separano, costruendo un patto di legislatura su cui vedo oggi in tanti accapigliarsi reclamandolo a gran voce, ma che Italia Viva chiede da mesi”.

“Se ci sarà tutto questo io ci sono, noi ci siamo. Diversamente l’esito di tutta questa vicenda è già scritto, e la responsabilità sarà solo di altri, di chi non ha dato risposte al tempo giusto e nei luoghi giusti, preferendo alle risposte chiare e alla lealtà il gioco dei muri di gomma, non di chi ha avuto il ruolo scomodo di parlare sempre chiaro e mettere al centro i temi”.

Leggo e rileggo l’intervista a Giuliano Pisapia, una persona che ho sempre stimato ma che raramente ha fatto scelte…

Pubblicato da Teresa Bellanova su Domenica 10 gennaio 2021


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