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Biden sospende la costruzione del muro col Messico e firma il rientro nell’Oms

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Washington – 17 decreti firmati in un paio d’ore. Il primo pomeriggio di Joe Biden, come 46esimo presidente eletto degli Stati Uniti d’America, è stato tutt’altro che improduttivo.

Il primo ordine esecutivo o decreto presidenziale firmato da Biden è l’obbligo di portare la maschera nelle aree di giurisdizione federale: dai palazzi governativi ai mezzi di trasporto che collegano i diversi stati Usa.


Joe Biden alla Casa BiancaJoe Biden alla Casa Bianca


Poi due gesti forti, importanti che cancellano quanto di maggiormente contestato al presidente uscente Donald Trump: il ritorno degli Stati Uniti negli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico, e nell’Organizzazione mondiale della sanità. La presidenza Biden inizia dunque nel solco di una rottura pressoché “totale” con l’era Trump, al fine di superare “i danni più gravi”, come li ha definiti lui stesso, provocati dal suo predecessore e consentire al paese di “andare avanti”.

Altri decreti vertono sull’immigrazione, terreno su cui la distanza valoriale fra Trump e Biden è nota: viene cancellato il Muslin Ban, ovvero le restrizioni all’ingresso dei confini americani che prendevano di mira in modo prevalente cittadini da nazioni islamiche e viene sospesa la costruzione del muro anti-migranti ai confini del Messico. Biden intende inoltre sottoporre al congresso degli Stati Uniti una riforma dell’immigrazione. Quest’ultima aprirà di nuovo a milioni di stranieri senza permesso di soggiorno sul territorio Usa un accesso legale alla cittadinanza.

Il 46esimo presidente americano cancellerà infine il permesso per la costruzione del Keystone XL, oleodotto di 1.900 chilometri che ha un costo di circa otto miliardi di dollari. La notizia ha allarmato immediatamente il Canada e, soprattutto, la provincia dell’Alberta dove si concentra l’industria petrolifera del paese.


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