L’ospedale di Belcolle
Viterbo – Bimba morta a Belcolle, oggi l’autopsia sul corpicino della piccola Ginevra. Dovrà stabilire perché è morta e se si poteva salvare. Se è stata una disgrazia ineluttabile o ci sono delle responsabilità.
Avevano scelto il nome della leggendaria regina consorte di re Artù il babbo e la mamma della piccina venuta drammaticamente alla luce all’ospedale di Belcolle all’ora di pranzo di mercoledì 13 gennaio. Vittima di un drammatico parto, Ginevra era la figlia secondogenita di una coppia di Fabrica di Roma, 38 anni il padre e 34 anni la madre, già genitori di un maschietto. E adesso qualcuno dovrà spiegare al fratellino che la sorellina tanto attesa è diventata un angelo.
– Tragedia a Belcolle, bimba nasce morta
Ginevra sarebbe nata già morta, dopo una corsa disperata contro il tempo, quando il monitoraggio ha segnalato che c’era una sofferenza fetale, cioè che il suo cuoricino non batteva più o non batteva come avrebbe dovuto.
Lunedì, quando la mamma è stata trattenuta in ospedale vista l’imminenza del parto, al termine di una gravidanza assolutamente regolare, l’ultimo tracciato di controllo tra quelli programmati e regolarmente effettuati sarebbe stato perfetto. Ma le doglie avrebbero tardato ad arrivare. E il parto indotto all’ultimo minuto non è riuscito a salvare la piccina, che avrebbe avuto il cordone ombelicale in parte attorcigliato attorno al collo e in parte “strozzato” per cui non dava più gli apporti d’ossigeno come avrebbe dovuto.
All’autopsia per i genitori il professor Pascali del Gemelli
L’autopsia di oggi, che sarà effettuata per la procura dal medico-legale Mariarosaria Aromatario, dovrà stabilire cosa ha ucciso la bambina e soprattutto se la sua morte poteva essere evitata. Per il deposito della relazione ci vorranno almeno un paio di mesi. Un compito non facile, per la perita nominata dal pm Eliana Dolce, che sarà affiancata durante l’esame dal professor Vincenzo Pascali del policlinico Gemelli di Roma.
La procura, come è noto, ha aperto per ora soltanto un fascicolo contro ignoti. Senza ipotesi di reato e senza che nessuno sia stato iscritto nel registro degli indagati, nemmeno come atto dovuto.
Il professor Pascali, nello specifico, rappresenta la famiglia ed è stato nominato dall’avvocato Angelo Di Silvio, che assiste in questa drammatica circostanza i genitori di Ginevra.
“In ospedale da due giorni, la mamma si sentiva al sicuro”
“E’ impossibile non immedesimarsi nel loro dolore. A rendere l’evento ancora più tragico, c’è il fatto che la mamma si sentiva al sicuro, si sentiva in un luogo protetto, essendo ricoverata già da due giorni in ospedale. Adesso questi poveri genitori – spiega il legale – vogliono soltanto sapere perché la loro bambina è morta, se si poteva salvare e se ci sono delle responsabilità da parte di qualcuno. E l’unico modo per farlo era sporgere denuncia, in modo da poter partecipare con dei propri consulenti a tutti gli atti necessari”.
“Data la gravidanza a termine, ad esempio – spiega Di Silvio – secondo il nostro consulente sarebbe stata sufficiente una ecografia a colori per vedere se il ritardo poteva dipendere da problemi legati al cordone ombelicale. Ed eventualmente procedere con un cesareo, invece che con un parto indotto dall’emergenza. Ma è ancora troppo presto per fare ipotesi, lasciamo i tecnici lavorare. Intanto aspettiamo l’esito dell’autopsia, il primo indispensabile passo per chiarire cosa sia accaduto mercoledì e anche nei due giorni precedenti”.
Silvana Cortignani
