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“Covid, non è specificata la procedura di vaccinazione per ospiti in casa di riposo e operatori”

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Mario Tofanicchio

 Mario Tofanicchio


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La preannunciata onda lunga o seconda fase del virus è arrivata e già si annuncia la terza per il prossimo febbraio, l’impatto e la velocità con cui si sta diffondendo, sta mettendo a dura prova la sanità pubblica territoriale, di per sé già indebolita e sgretolata, frutto di continui tagli, scarsi investimenti, usi ed abusi, inquinata dalle litigiosità di competenze che si intrecciano tra stato centrale, governatori di regione e sindaci, per chi vive la sanità: medici, infermieri, Oss e Ota lo sa bene, ricomincia per loro il super lavoro.

Tutti concordano nel riconoscere che per la sanità territoriale necessita un cambio di passo e che ci vogliono più investimenti e personale, ma nessuno pensa di abolire o modificare il DM.70/2015, Decreto con il quale si depotenzia la sanità chiudendo diversi ospedali e rimodula i pronto soccorso, ne sono testimoni per il nostro territorio gli ospedali di Montefiascone e Ronciglione.

Si poteva fare di più? A nostro avviso come Associazione diritti anziani (Ada) pensiamo di sì, troppi i deceduti tra i medici di base, operatori sanitari e anziani ospiti in Rsa (circa 8000), molto probabilmente hanno inciso i ritardi decisionali mirati e si è perso tempo prezioso, aggravato dalla mancanza di strumenti di protezione, igienizzanti e di strategie organizzative a tutti i livelli.

Ora si accende una flebile luce in fondo al tunnel con il vaccino, finito lo spettacolo inaugurale per il via alla vaccinazione, in presenza e partecipato da “illustri” personaggi, la campagna vaccino prevede in prima applicazione il personale sanitario, di sicurezza e gli ospiti in Rsa, mentre non è dato sapere o meglio non è specificato (dimenticato?) la procedura di vaccinazione per gli ospiti in casa di riposo e gli operatori, si ricorda che nella nostra Provincia sono presenti circa sessanta strutture e con loro ci sono gli operatori sanitari, personale in cooperativa e partite Iva, categorie che sono state fortemente esposte e penalizzate dal virus, con contratti pluridecennali scaduti.

Il tempo corre veloce, non vorremmo fra qualche mese trovarci a piangere altri anziani e operatori sanitari, deceduti nel compiere il proprio dovere, definirli eroi, angeli e dimenticando quanto promesso per migliorare le condizioni di lavoro perché nessuno debba rischiare la vita, non vorremmo chiudere l’anno 2021 guardare indietro e dover constatare che ancora una volta “l’unica cosa che l’uomo ha imparato dalla storia è che dalla storia l’uomo non ha imparato nulla”.

Mario Tofanicchio
Presidente Associazione per i diritti degli anziani- Viterbo


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