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Vanno in Toscana per un bagno alle terme di Saturnia, tre viterbesi multati

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Viterbo – Non solo non si possono frequentare strutture termali che non siano presidio sanitario, ma dal Lazio (zona arancione) non si può neppure uscire. A meno che non si abbiano validi motivi. E partire dalla Tuscia per andare in Toscana a fare un bagno alle terme non lo è di certo.


Le Terme di Saturnia

Terme di Saturnia


Ieri pomeriggio, mentre controllavano la campagna maremmana di Manciano (Grosseto), i militari della Guardia di finanza hanno sorpreso due uomini e una donna, tutti maggiorenni, della provincia di Viterbo fare un bagno nelle cascatelle termali di Saturnia. “In assoluta violazione – spiegano i finanzieri in una nota – delle norme, oltretutto proprio di recente ribadite in un nuovo Dpcm, che vietano gli assembramenti e gli spostamenti tra regioni senza validi motivi. Nonché delle disposizioni che regolamentano il rispetto del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine”.

Per i tre è scattata una multa che va dai 400 ai mille euro procapite e sono stati invitati a tornare a casa.


Festa - Foto di repertorio

Una festa (Foto di repertorio)


Nella Tuscia, invece, i carabinieri di Tuscania hanno trovato anche due piemontesi tra i nove ragazzi che, nonostante il Covid, avrebbero partecipato a una festa di compleanno di una neomaggiorenne organizzata in un agriturismo del posto.

“Il nucleo operativo e radiomobile – ricostruisce l’Arma in una nota – in piena notte, alle 3, ha scoperto e interrotto all’interno di un agriturismo una festa per festeggiare il 18esimo compleanno di una ragazza. La festa è stata subito interrotta e i carabinieri intervenuti hanno identificato tutti i ragazzi partecipanti, di cui due provenienti dal Piemonte, e li hanno sanzionati per il divieto di assembramento e per la violazione dell’obbligo dell’uso di protezione delle vie respiratorie: tutti i ragazzi erano sprovvisti di mascherine. Inoltre è stata disposta la sanzione accessoria della chiusura provvisoria del locale per cinque giorni, anche per avere aperto in orario non consentito”.

 


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