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“L’adesione allo sciopero è stata notevolmente più alta di quella riscontrata al Ruffini”

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Viterbo - Gli studenti tornano a scuola

Viterbo – Gli studenti tornano a scuola


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Può veramente una bandiera politica anteporsi ad uno scopo comune?
E’ questa la domanda che la maggior parte di noi rappresentanti d’istituto della provincia di Viterbo si è posta a seguito dell’articolo pubblicato nella giornata di ieri in cui veniva intervistata la presidentessa della Consulta provinciale di Viterbo, nonché rappresentante d’istituto del liceo Mariano Buratti e membro della Rete degli studenti medi.

Nel suddetto articolo, però, viene riportato erroneamente il falso; non solo l’adesione allo sciopero iniziato nella giornata di ieri, nei vari istituti della provincia, è stata notevolmente più alta di quella riscontrata invece al Ruffini, unica scuola citata fra le tante e una delle sole due a non aver aderito ufficialmente allo sciopero, ma inoltre le rivendicazioni dello sciopero stesso erano state già ampliamente chiarite e condivise, tramite anche un ausilio mediatico, dagli stessi rappresentanti d’istituto della provincia.

Precedentemente infatti è stato indotto uno sciopero ulteriore, ideato e promosso dalla Rete degli studenti medi, al quale però la partecipazione è stata notevolmente inferiore rispetto a quello iniziato nella giornata di ieri. La maggior parte dei rappresentanti della provincia ha preferito non aderire per evitare di schierare politicamente le proprie scuole, ma anche e soprattutto, perché non in linea con i punti promossi dallo stesso.

E’ stato deciso perciò, anche se l’idea è di gran lunga antecedente alla sponsorizzazione dello sciopero della Rete, di indirne uno totalmente apolitico, e che promuovesse idee univoche e condivise dai più.

Le uniche due scuole a non aver aderito ufficialmente al nuovo sciopero, secondo quanto riportato a causa dello scarso numero di adesioni, sono il liceo scientifico Paolo Ruffini ed il liceo classico e linguistico Mariano Buratti. Si è riscontrata però confusione da parte degli studenti di tali istituti, i quali hanno riportato in gran parte di non aver ricevuto il suddetto messaggio esplicativo, inoltrato dai rappresentanti d’istituto ai propri compagni, nel quale venivano appunto chiarite proposte e direttive riguardanti l’iniziativa in corso.

Nonostante ciò l’informazione è trapelata e gli studenti si sono dimostrati interessati alla partecipazione, ma forse frenati dall’inufficialità dello sciopero nei loro istituti.

Abbiamo trovato inaccettabile quanto scritto nel sopracitato articolo, in cui per l’ennesima volta possiamo osservare l’impronta della R ete degli studenti medi, all’interno del quale vengono riportati dati del tutto impopolari sull’effettivo esito dello sciopero.

Abbiamo deciso perciò di raccogliere quanti più dati nel minor tempo possibile, forniti dai presidi di alcuni dei vari istituti della provincia aderenti allo sciopero, riguardo l’effettiva partecipazione nella giornata di ieri.

Ciò che è emerso è ben diverso da quanto riportato:

– Il liceo delle scienze umane e musicale Santa Rosa da Viterbo, all’interno del quale lo sciopero ha lasciato la quasi totalità delle aule vuote, si è registrato un afflusso di circa 33 studenti su 228 previsti nel primo turno con entrata alle 8.00 e di circa 17 studenti su 177 previsti nel secondo turno con entrata alle 10:00.

– All’interno dell’istituto omnicomprensivo Fabio Besta di Orte si è riscontrata una presenza totale del circa 20% degli studenti, tra Dad e in presenza.

– Presso il liceo scientifico Meucci di Ronciglione, con sede a Bassano del liceo delle scienze umane, si è potuto verificare un totale di 767 scioperanti (di cui 486 in presenza e 281 in Dad) su 1204 studenti, sempre divisi tra scuola e Dad.

– Al liceo artistico Orioli è stata riscontrata una presenza approssimativa di cinquanta studenti presenti a scuola su dieci classi totali.

-Circa il 75% degli studenti dell’istituto tecnico economico Paolo savi ha partecipato allo sciopero.

A causa del poco tempo questi sono gli unici dati che ci siamo sentiti di riportare, in quanto ufficiali.

Inoltre teniamo a ribadire i punti che questo sciopero promuove. Gli studenti vogliono tornare a scuola, ma vogliono farlo in totale sicurezza e con modalità che rispettino la sfera personale, emotiva e privata del singolo.

Crediamo che la Dad sia l’unica alternativa fattibile, per ora, almeno finché la nostra regione non uscirà dalla zona arancione e quindi, di conseguenza, i contagi caleranno e saremo pronti a tornare in presenza, con una percentuale di presenti del 50% e non del 75%.

Puntiamo inoltre ad un incremento dei trasporti, i quali vengono utilizzati, secondo un sondaggio sottoposto da noi a circa 3000 persone, dal circa 60,7% del totale e che al momento risultano inefficaci, tanto da essere troppo pieni e perciò costretti a non far salire a bordo utenti che regolarmente pagano per un servizio.

Concludiamo sperando in un futuro più solidale, nel quale ci si sappia unire pacificamente senza anteporre i propri interessi ad un bene comune e maggiore.

Livia Valentini
Alessandro Chinucci
insieme ai rappresentanti d’istituto della provincia di Viterbo partecipanti allo sciopero


 – “Sciopero degli studenti, bassa adesione e rivendicazioni poco chiare”


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