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Il governo pensa a una nuova stretta, attesa per il dpcm di gennaio

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Roma – Il governo pensa a una nuova stretta per contenere i contagi da Covid-19 e scongiurare l’arrivo di una terza ondata che potrebbe schiacciare il sistema sanitario nazionale. È attesa per il nuovo dpcm che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio, il giorno dopo la scadenza del decreto firmato lo scorso 3 dicembre. Lunedì è previsto un primo incontro tra l’esecutivo e le regioni. 


Mascherine all'aperto

Mascherine all’aperto 


Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce – superiore a 2 zona arancione, superiore a 1,25 zona rossa -, il governo sta pensando di introdurre un’ulteriore stretta: se l’incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa. L’unica regione che, al momento, andrebbe automaticamente in zona rossa sarebbe il Veneto, che ieri aveva un’incidenza a sette giorni di 454,31 casi per 100mila abitanti.

La proposta, avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le regioni.

Accanto alle misure più rigide, resta in piedi anche la possibilità di istituire invece fasce bianche in quelle zone del paese che avranno un Rt basso (sotto lo 0,5). 

Queste le misure al vaglio dell’esecutivo, che potrebbero essere contenute nel dpcm del 16 gennaio. Stop agli spostamenti tra regioni, seppur in fascia gialla. Weekend arancioni, in cui gli spostamenti nel proprio comune saranno liberi e i negozi saranno aperti, mentre per bar e ristoranti sarà consentito solamente il servizio d’asporto o la consegna a domicilio. Coprifuoco tra le 22 e le 5 del mattino. Nelle regioni gialle bar e ristoranti dovranno chiudere ai clienti alle 18. Nelle regioni arancioni potrebbe essere prevista la deroga che consente a chi abita nei comuni con un massimo di 5mila abitanti di spostarsi, ma solo in un raggio di 30 chilometri e senza andare nei capoluoghi di provincia.


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