Londra – La Gran Bretagna nega l’estradizione di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, negli Stati Uniti.
A emettere il verdetto è stata la giudice britannica Vanessa Baraister. “La sua condotta, se provata, ammonterebbe in questa giurisdizione a reati non protetti dal diritto di libertà di stampa” ha spiegato la giudice.
La giudice ha poi chiarito che Assange soffre di depressione clinica e portarlo all’isolamento, come gli accadrebbe negli Stati Uniti, significherebbe esporlo a un forte rischio di suicidio.
Negli Usa Julian Assange è accusato di 18 capi di imputazione, tra cui pirateria informatica e spionaggio informatico, per i quali rischierebbe una condanna fino a 175 anni. Tra le molte informazioni riservate americane che ha divulgato, ci sono anche notizie in merito ai crimini di guerra statunitensi commessi in Iraq e Afghanistan.
Il governo americano ha annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza. La difesa del fondatore di Wikileaks ha dichiarato che intende chiedere la libertà su cauzione.
