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“Il nodo ‘vero’ del cordone ombelicale è una imprevedibile fatalità”

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Viterbo - La conferenza di presentazione del nuovo dipartimento della salute della donna e del bambino - Giorgio Nicolanti

Il primario Giorgio Nicolanti


Viterbo – Bimba nata morta a Belcolle: “Il nodo ‘vero’ del cordone ombelicale è imprevedibile”.

Sulla pagina Facebook di Tusciaweb il primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Viterbo risponde alle decine di commenti di lettori intervenuti sulla tragedia della piccola Ginevra, difendendo l’operato dei sanitari e parlando di tragedia ineluttabile.

Nessuna corsa contro il tempo. Nessuna speranza. Il parto è stato indotto per l’espulsione del feto, nella consapevolezza che il cuore della piccola Ginevra aveva smesso di battere. La mamma, in ospedale da lunedì, sarebbe stata sottoposta a tre monitoraggi al giorno. Tutti perfetti tranne l’ultimo, nessun cenno di sofferenza fetale. Al monento della tragefia, il travaglio stava per essere indotto per sicurezza a causa del diabete gestazionale. Per questo si trovava a Belcolle, altrimenti sarebbe successo a casa. Nicolanti spiega il perché.

Ginevra è la bimba venuta alla luce senza vita il 13 gennaio, in seguito a un parto indotto una volta constatata l’assenza di battuto cardiaco da parte del personale sanitario, che mercoledì, due giorni il ricovero in reparto, avvenuto l’11 gennaio, avrebbe dovuto stimolare il travaglio per far nascere la piccola in sicurezza, alla quarantesima settimana+4 giorni, per via del diabete.

Sul caso la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l’autopsia, effettuata sabato dal medico legale Mariarosaria Aromatario incaricata dalla pm Eliana Dolce. Per i genitori, una coppia di Fabrica di Roma assistita dall’avvocato Angelo Di Silvio, già genitori di un bimbo di 6 anni, era presente il professor Vincenzo Pascali del policlinico Gemelli di Roma. In questi giorni i due consulenti stanno passando al setaccio le cartelle cliniche poste sotto sequestro venerdì mattina e tutta la documentazione sanitaria relativa alla vicenda. 

Nessun dubbio che a uccidere Ginevra sia stato il cordone ombelicale, che sarebbe stato particolarmente lungo ed è stato trovato attorcigliato attorno al collo e attorno a un braccio della piccina. Un’ecografia a colori e a 4 dimensioni, secondo il legale della famiglia, avrebbe forse potuto diagnosticare la presenza di un nodo vero, che è diverso dal falso nodo, ovvero dai nodi comuni del funicolo, che sono semplici rigonfiamenti del cordone ombelicale.


“Il nodo si è serrato tra un monitoraggio e l’altro”

Il professor Nicolanti, per l’appunto, sottolinea anzitutto come si tratti di un cosiddetto caso di “nodo vero” e come il battito fosse scomparso prima dell’induzione del travaglio. 

“In questo caso – scrive il primario – i monitoraggi sono stati sempre perfetti perché il nodo si è serrato tra un monitoraggio e la chiamata della signora per l’induzione del parto, induzione decisa per il diabete non per la sofferenza fetale, che non è mai emersa”

“Il nodo vero del cordone ombelicale non è possibile diagnosticarlo ecograficamente e comunque la signora ha fatto molte ecografie”, aggiunge il ginecologo, spiegando che nemmeno con una flussimetria si sarebbe potuto vedere che qualcosa non andava. 


“Il cordone che si stringe è una tragica fatalità”

“Il cordone che si stringe e non fa passare più il sangue è una fatalità, come un fulmine che colpisce un albero o una persona, una tragica fatalità”, sottolinea il dottor Nicolanti. 

Poi ribadisce: “La signora non stava partorendo, doveva essere indotta per partorire prima per il diabete. Il nodo vero si vede al parto dopo la nascita del bimbo, spesso lento non serrato e fortunatamente senza effetti. In alcuni casi rari si stringe ed in quel caso bastano pochissimi minuti come è immaginabile e si può stringere in qualsiasi momento della gravidanza, del tutto imprevedibile”.

E ancora: “Non è un episodio di malasanità, è una tragica fatalità. Il nodo vero del cordone è presente nello 0,3-1,1 per cento delle gravidanze. Fortunatamente spesso non si stringe, ma quando lo fa blocca il passaggio del sangue. Non è diagnosticabile, la signora era stata ricoverata prima per essere indotta per il diabete”. 

“Si immagini – risponde Nicolanti alla domanda di una lettrice – una mamma con il bambino che ha un cordone lungo e un nodo vero, non lo sa nessuno, è a cena fuori… all’improvviso, ignari tutti, il bimbo si muove, il nodo si stringe e dopo 3 minuti si consuma la tragedia. Questo è ciò che succede. In un numero limitato fortunatamente di gravidanze”. 

Silvana Cortignani


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