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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un falso messaggio è arrivato a chi ci doveva ascoltare. Sono Jackline Tomassini, una studentessa del liceo scientifico Paolo Ruffini.
Vorrei fare delle precisazioni riguardo all’articolo che è uscito in data odierna riguardo lo sciopero. Oggi è stato indetto uno sciopero al quale la mia scuola ha aderito, come anche altre scuole d’Italia.
Tutti gli studenti si aspettavano di dare un determinato messaggio a coloro che ci ascoltavano, ma non è stato così: il messaggio che è arrivato completamente diverso da quello che si proponeva.
Non so come, non so perché, ma è successo, ed è emerso che noi studenti necessitiamo il rientro a scuola in qualsiasi condizione, anche domani. Non è così.
Quello che in realtà chiediamo è:
– Un rientro a scuola in orari sostenibili. Stare in classe fino alle 15 è veramente impossibile aggiungendo il fatto che ci sono studenti pendolari che tornerebbero a casa per le 18 o anche più tardi. Quando avrebbero il tempo per studiare? Quando per fare attività? Quando per riposare la mente?
– Trasporti sicuri e su misura, non alterando orari scolastici;
– Un rientro a scuola con giuste condizioni igienico-sanitarie. Immaginate pranzare su un banco di scuola senza norme igienico-sanitarie, con solo 15 minuti a disposizione e riprendere subito lezione.
– Inoltre tornare adesso comporterebbe un eccessivo carico di studio e un’eccessivo stress per gli studenti, soggetti a verifiche e interrogazioni per avere valutazioni.
La comprensione di questo momento così difficile che stiamo attraversando da un anno dov’è? Non siamo mica automi.
In questo periodo difficile sono venuti meno i punti fondamentali della nostra costituzione.
Tra cui:
– Art. 2, inviolabilità dei diritti umani;
– Art. 13, inviolabilità della libertà personale;
– Art. 18, libertà di associazione;
– Art. 32, diritto alla salute;
– Art. 32, primo diritto dell’individuo e interesse della collettività ed essa trova la sua espressione in campo sportivo, in primo luogo, diritto all’integrità fisica collegato alla scelta di vita che il soggetto ha effettuato;
– Art. 34, diritto allo studio.
Se non siamo stati ascoltati prima, vogliamo essere ascoltati ora.
Jackline Tomassini
