Roma – Decine e decine di storni morti sull’asfalto. Vittime dei botti di Capodanno. Spaventati dagli improvvisi e continui fuochi di artificio, avrebbero lasciato frettolosamente e caoticamente in massa i loro nidi e, prede del panico, sono stati stroncati da infarti in volo oppure sono andati a scontrarsi contro le facciate dei palazzi e contro i fili elettrici.
Nonostante un’ordinanza che vietasse i botti fino al 6 gennaio, giorno dell’Epifania, si è risvegliata così la Capitale nel 2021. La zona maggiormente colpita è stata quella vicino alla stazione Termini.
Le immagini dei viali pressoché ricoperti dai corpi senza vita degli storni hanno fatto velocemente il giro del web.
“Gli storni – ha spiegato al Messaggero Francesca Manzia, responsabile centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma – fanno dormitori giganteschi sulle alberature, si può arrivare a molte migliaia di esemplari. È così nella zona di Termini. I botti hanno generato la paura che ha spinto gli uccelli a prendere il volo insieme, in maniera disordinata, per allontanarsi. In questi casi, è facile che alcuni sbattano gli uni contro gli altri, o contro fili elettrici, muri, vetri e le varie barriere architettoniche in città, trovando così la morte. Normalmente, di notte, gli storni sono guardinghi in caso di rumori, ma non volano via. Qui può essere bastato anche un solo botto, vicino, a generare il panico. E i botti sono stati tanti”.
Ben più alto rispetto a quanto segnalato, potrebbe essere il numero degli esemplari rimasti uccisi nella notte.
“Quest’anno – ha proseguito Manzia – non sono stati effettuati gli abituali interventi di dissuasione. Di solito, si usa la tecnica di “distress call” per dividere i grandi dormitori. Se i gruppi fossero stati più piccoli, il numero di scontri e morti sarebbe stato molto più contenuto, magari 10 o 20 esemplari”.
“Da alcuni anni – ha concluso – gli storni non venivano più, forse pure come conseguenza degli interventi di dissuasione in campo da quasi venti anni. Probabilmente si è pensato che sarebbe stato così anche stavolta, invece sono tornati numerosi”.
