Roma – “Non è ancora finita, serve un ultimo sacrifico”. Il virologo Andrea Crisanti è intervenuto alla trasmissione televisiva Dimartedì in merito alle misure di contenimento per l’emergenza Covid.
“Bisogna fare poche cose ma chiare – ha spiegato il virologo -. Bisogna dire agli italiani che non è finita, bisogna chiamarli all’ultimo sacrificio. Lo può chiamare lockdown o zona rossa, ma bisogna bloccare la trasmissione del virus. Bisogna fermare la trasmissione e accelerare i vaccini. Bisogna creare un programma per monitorare le varianti. L’Iss ha chiesto l’elemosina ai singoli laboratori, dicendo ‘fatelo con i soldi vostri’. Ma questo è un paese occidentale?”.
Andrea Crisanti
“In altri paesi, i membri del Cts sono stati scelti all’esterno dell’apparato statale. In Inghilterra, gli esperti sono protagonisti di un dibattito costante. In Italia “sono tutte persone di apparato. Non ci si può lamentare se gli accademici esterni dicano ‘ahò, ma che state a fa?’, detto alla romana… – ha affermato Andrea Crisanti -. I tecnici che hanno preso le decisioni fino a questo momento hanno visto la pandemia in televisione. Non sono state prese in considerazione persone che hanno vissuto la pandemia sul campo. Noi a maggio avevamo 150 casi al giorno, potevamo chiudere la partita e blindare l’Italia con un sistema di tracciamento, con un investimento per perimetrare le trasmissioni. Lo hanno fatto Corea, Giappone, Nuova Zelanda, Vietnam… In Nuova Zelanda hanno chiuso un’intera città per 40 casi, hanno tracciato tutti e ora sono senza mascherina”.
“La variante inglese in 15 giorni passa dal 10% tranquillamente al 60-70% – ha poi spiegato il virologo in onda su Agorà -, con le conseguenze che abbiamo visto in Inghilterra con più di 2mila morti al giorno. Bisogna mettersi una cosa in testa: l’agenda non la decidono né i politici né gli esperti, la decide il virus. Finché non lo controlliamo, la realtà è questa e bisogna mettersi l’anima in pace”.
