Viterbo – “Abbiamo fatto il possibile. E faremo tutto quello che ci è possibile fare”. Il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena. La sua filosofia, per affrontare la crisi e per un 2021 più incerto che mai. Dopo il lockdown natalizio e forse dopo Conte, la zona arancione a inizio anno e i bar che hanno riaperto. Con loro anche i ristoranti. A breve probabilmente tutto il resto. Nel pieno di una crisi che coinvolge da tempo tutto il tessuto economico del centro storico e che l’emergenza Covid ha ulteriormente aggravato. In lungo e in largo. Dai bar ai ristoranti, dai commercianti agli artigiani. Da Corso Italia a San Pellegrino. Con diverse attività che rischiano di precipitare nel baratro o più semplicemente di finire sul lastrico.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena
“Gli interventi del comune per fronteggiare la crisi – dice il sindaco -. Il primo, sono stati 400 mila euro messi in bilancio. Con questi possiamo dare mille euro a commerciante rimborsando bollette e affitti pagati. Il comune ha iniziato a dare i primi finanziamenti, ma molte domande sono incomplete e abbiamo chiesto di integrare la documentazione”.
Ci sono state anche un paio di proroghe. La prima “è quella dell’occupazione del suolo pubblico – spiega Arena -. La seconda riguarda invece la Ztl in via San Lorenzo per favorire l’asporto e la consegna a domicilio”. Entrambe fino a fine marzo.
Viterbo – Un bar del centro
“Nel frattempo – aggiunge Arena – ci sono 6 ditte che stanno lavorando sul verde. Appena possibile inizieremo anche col sistemare le strade. Sono convinto che possiamo recuperare, anche se la botta che hanno preso le aziende è stata fortissima”.
Viterbo – Corso Italia
Buio invece sul futuro. Anche quello più immediato, come le prossime primavera, estate, quando torneranno bel tempo e festività comandate. “E’ tutto relativo rispetto a quello che possiamo fare – spiega Arena -. Non abbiamo ancora dato il nulla osta a nessuna manifestazione. E’ tutto condizionato alla possibilità di muoversi con più tranquillità. Tanti ci hanno chiesto di fare iniziative. Purtroppo, per il momento, non è possibile fare niente”.
“E’ stato un anno con il freno a mano tirato – conclude il sindaco -. E’ stato tutto rallentato. Anche dal punto di vista psicologico, si legge attorno una depressione generale per un anno vissuto senza le libertà necessarie”.
Daniele Camilli
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