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Caso Manca, assolta in appello Monica Mileti

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Roma – Caso Manca, Monica Mileti assolta in appello.

Colpo di scena al secondo grado di giudizio di fronte alla corte d’appello di Roma. Alla sbarra c’era Monica Mileti, la 50enne romana condannata in primo grado dal tribunale di Viterbo a cinque anni e quattro mesi di reclusione perché ritenuta responsabile di aver ceduto la dose di eroina letale all’urologo Attilio Manca.

Attilio Manca

Attilio Manca


Il medico, siciliano di nascita ma residente a Viterbo dove lavorava all’ospedale Belcolle nel reparto di Urologia, fu trovato senza vita nel 2004. Con le indagini e, in seguito, durante il processo celebrato nel tribunale della città dei papi, emerse l’ipotesi che Manca morì di overdose.

Nel marzo del 2017 Monica Mileti è stata quindi condannata in primo grado, nonostante si fosse più volte dichiarata innocente e nonostante la famiglia dello stesso Attilio Manca non abbia mai creduto alla morte per droga.

Secondo i suoi familiari, infatti, l’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto sarebbe una vittima di mafia, ucciso su ordine di Bernardo Provenzano, che il medico aveva operato perché malato di tumore alla prostata.

I giudici della terza sezione penale di Roma, con la sentenza di ieri, hanno fatto cadere le accuse “perché il fatto non sussiste”.

Cesare Placanica

L’avvocato Cesare Placanica


“Sono soddisfatto. La mia assistita era rimasta schiacciata in una storia in cui non c’entrava nulla”, ha commentato l’avvocato Cesare Placanica, difensore dell’imputata. 

“Cade la falsa pista della droga nel caso della morte del medico urologo, professionista stimato e promettente, certamente estraneo all’uso degli stupefacenti – dichiara invece Giulia Sarti, deputata M5s della commissione Giustizia della camera -. La battaglia per la verità sulla morte di Attilio Manca è tutta aperta – aggiunge -. A quasi diciassette anni, non abbiamo una ricostruzione attendibile su quello che oggi è il caso di iniziare a chiamare con il termine corretto: omicidio”.

Sarti torna a parlare delle implicazioni della mafia. “Secondo ben sette collaboratori di giustizia – aggiunge -, Attilio fu ucciso dopo essere stato costretto ad intervenire nelle cure del boss Bernardo Provenzano. Nella scorsa legislatura avviammo un lavoro nella commissione Antimafia che va sicuramente continuato: nella relazione di minoranza depositata, elencai tutti i punti critici e le gravi omissioni dell’inchiesta viterbese. Oggi la Corte d’Appello di Roma ha confermato la correttezza di quella relazione: Attilio Manca è una vittima di mafia”.


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