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Codogno, un anno dopo: inaugurato il memoriale per le vittime del Covid

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Codogno - Il memoriale per le vittime del Covid inaugurato a un anno dall'inizio della pandemia

Codogno – Il memoriale per le vittime del Covid inaugurato a un anno dall’inizio della pandemia

 

Codogno - Il governatore Fontana, il sindaco Passerini, l'Assessore Moratti

Codogno – Il governatore Fontana, il sindaco Passerini, l’Assessore Moratti

Codogno  – Codogno, un anno dopo: inaugurato il memoriale per le vittime del Covid.

Tre piastre in acciaio che rappresentano Codogno e le sue due frazioni. Accanto un melo cotogno e tre cubi in cemento. È questo il memoriale per le vittime del Coronavirus, a un anno dalla scoperta del paziente uno nell’ospedale di Codogno.

L’opera si trova davanti alla sede della Croce rossa del comune lodigiano ed è stato inaugurata questa mattina. La cerimonia è in corso. Presenti il sindaco del comune Francesco Passerini, il governatore della regione Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Letizia Moratti.

Durante la cerimonia è stato spiegato il significato del memoriale. La scelta del materiale per le lastre è dovuta alla resistenza dell’acciaio e alla sua impassibilità al tempo, simbolo del permanente ricordo delle persone scomparse. Il melo cotogno è simbolo della cittadina, presente anche nella sua bandiera. I cubi in cemento potranno essere future sedute per quanti vorranno sostare davanti al memoriale. 

È passato un anno esatto dalla scoperta nell’ospedale di Codogno del “paziente uno”, Mattia Maestri, il giovane podista che poi ha vinto la sua battaglia contro il virus. La prima vittima in Italia è stato  Adriano Trevisan, aveva 77 anni ed era cittadino di Vo’ Euganeo. 

“La vita vince sempre – ha ricordato il sindaco -. Il sole esce sempre…Quello che è accaduto qua poteva succedere ovunque. Ma non dobbiamo dimenticare quello che la pandemia ci ha insegnato. Ora che tutto questo è successo abbiamo il dovere di farci trovare pronti in futuro”.

Il sindaco ha aggiunto: “Solo con la vaccinazione di massa possiamo riprenderci le nostre vite e il nostro futuro”.

Il primo cittadino ha infine sottolineato le tre parole da cui ripartire: resilienza, comunità, ripartenza. 


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