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Viterbo – (sil.co.) – Oltre 100mila euro evasi in cinque anni, nuovi guai giudiziari per il boss di mafia viterbese Giuseppe Trovato.
Stavolta l’ ex imprenditore 45enne d’origine calabrese, condannato in primo grado a 13 anni e 4 mesi di carcere per associazione di stampo mafioso, è stato rinviato a giudizio per evasione fiscale, ricettazione e falso nell’ambito della gestione dei suoi tre compro oro, ora chiusi, in via Garbini, via della Palazzina e viale Francesco Baracca. Il processo inizierà il prossimo 12 ottobre.
Le sue attività sono state passate al setaccio dalla fiamme gialle, in concomitanza con l’inchiesta Erostrato della Dda di Roma sfociata nel blitz del 25 gennaio 2019, secondo cui Trovato avrebbe compiuto “operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni”, attraverso false compilazioni o annotazioni sui registri per le ispezioni delle autorità di pubblica sicurezza.
L’indagine della guardia di finanza riguarda il periodo dal 2013 al 2018, quando Trovato avrebbe indicato nelle dichiarazioni dei redditi elementi passivi fittizi per un totale di oltre 100mila euro di evasione fiscale.
Su di lui, davanti al gip del tribunale di Viterbo, pende inoltre un’altra richiesta di rinvio a giudizio: con un ristoratore è sospettato di essere la mente della rapina messa a segno da quattro banditi alla gioielleria Bracci di piazza del Teatro a marzo del 2018.
