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Barbarano Romano – Morte dell’ex sindaco Giulio Lucidi, riaperta dal tribunale l’inchiesta della procura per stabilire se ci siano delle responsabilità da parte del personale sanitario. Undici gli indagati per omicidio colposo.
Il gip Savina Poli ha accolto lunedì l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata durante l’udienza che si svolta lo scorso 10 febbraio dagli avvocati Matteo Moriggi, Claudia Polacchi e Marco Marcucci per conto dei familiari.
Nel frattempo sono trascorsi cinque anni dalla scomparsa dello storico sindaco di Barbarano Romano, il 22 gennaio 2016, deceduto dopo un lungo calvario di ricoveri e interventi chirurgici.
In seguito alla sua morte, nel reparto rianimazione dell’ospedale di Viterbo, fu aperto un fascicolo per omicidio colposo e 11 sanitari di Belcolle furono iscritti nel registro degli indagati. A dicembre 2018 è arrivata la richiesta di archiviazione. Adesso, dopo oltre due anni, la notizia della riapertura dell’inchiesta.
L’ordinanza del gip Savina Poli
Nella perizia del consulente del pm Fabrizio Tucci e nella successiva integrazione si parla di un’operazione chirurgica con lesione dell’uretere, seguita da trattamento antibiotico, tra cui un farmaco cui, secondo l’antibiogramma a disposizione dei medici, l’infezione sarebbe stata resistente.
Secondo la consulenza tecnica di parte dei familiari della vittima, la lesione chirurgica dell’uretere sarebbe avvenuta perché non erano state prese le giuste precauzioni. Viene inoltre sottolineata la gravità della somministrazione, avvenuta più volte, fino a poco prima della morte, proprio dell’antibiotico che si era dimostrato non efficace a debellare l’infezione, secondo quanto certificato dall’antibiogramma. Non a caso, secondo i consulenti della famiglia, a provocare la morte sarebbe stato uno shock settico, cioè un’infezione.
“Vi è un unico nesso causale dall’inizio (lesione dell’uretere) fino alla morte per infezione – si legge nell’ordinanza con cui il gip Poli dispone un supplemento di indagini – va verificato se la lesione dell’uretere si potesse evitare con adeguate precauzioni e va verificato perché gli abbiano dato antibiotico inadeguato rispetto all’infezione, nonostante avessero l’antibiogramma agli atti”.
Lucidi morto dopo 6 operazioni e 13 mesi di calvario
Lucidi è morto il 22 gennaio 2016 a Belcolle all’età di 67 anni dopo ben 6 interventi chirurgici e 13 mesi di calvario. Era stato ricoverato la prima volta all’inizio del 2015 per una comune diverticolite, poi seguita da una serie di complicanze. A sporgere denuncia sono stati la moglie e i tre figli, tutti maschi, due gemelli di 46 anni e un giovane di 29 anni.
Nella primavera del 2017 è stata depositata la relazione sull’autopsia disposta dalla procura, in base alla quale sarebbe emersa l’estraneità dei medici iscritti nel registro degli indagati. La relazione, assolvendo i sanitari, avrebbe però dato in parte ragione ai dubbi dei familiari sull’assistenza ricevuta dal paziente.
Gli accertamenti del medico legale Emanuela Turrillazzi, dell’università di Foggia, nominata dalla procura, andarono avanti per ore. Per la famiglia era presente il professor Ugo Di Tondo, medico legale e docente di anatomia patologica alla Sapienza.
Fu tra i promotori del Parco Marturanum
La scomparsa dell’ex sindaco ha suscitato grande cordoglio non solo a Barbarano, dove negli anni ’80 Lucidi è stato tra i promotori del Parco Marturanum, ma in tutta la Tuscia, dove era conosciuto e stimato al di là dei partiti d’appartenenza. Ha fatto anche parte del consiglio d’amministrazione Talete. Impegnato in politica fin da giovanissimo, dopo aver militato nella Democrazia cristiana, è stato segretario Cdu e quindi nell’Udc come membro del comitato direttivo provinciale.
Silvana Cortignani
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