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Iss: “Innalzare le misure in tutto il paese contro la variante inglese”

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Roma – “La diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguata”. È quanto si legge nella relazione tecnica dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sull’indagine rapida condotta gli scorsi 4 e 5 febbraio, da cui è emersa una diffusione della variante inglese in Italia che già sfiora il 20% dei casi totali.


Locali chiusi

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“Considerata la circolazione nelle diverse aree del paese – sottolinea il documento, così come riferisce il Corriere della Sera -, si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante UK rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto”.

Prosegue intanto lo scontro tra gli esperti. Da una parte chi è favorevole a un nuovo lockdown, condividendo di fatto la proposta del consigliere dell’ancora ministro Roberto Speranza, Walter Ricciardi. Dall’altra chi di lockdown non vuole neppure sentir parlare. Come Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, l’ospedale italiano in cui ormai un anno fa venne sequenziato per la prima volta il coronavirus: “Un lockdown totale secondo me non serve – ha spiegato, così come riferisce Repubblica -, ma bastano lockdown chirurgici laddove se ne verifichi la necessità. Non si tratta, dunque, di aggravare le misure, ma applicare con severità quelle che abbiamo: non ci fate vedere più assembramenti – è il suo appello – così riguadagneremo in futuro spazi di libertà”.

A condividere invece le posizioni di Ricciardi, Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “Le nuove varianti portano sicuramente più infezioni e più problemi – sottolinea – E purtroppo la conclusione non può che essere la soluzione paventata dal professor Ricciardi. Il sistema della divisione dell’Italia a colori – aggiunge Galli – non sta funzionando. E la prova è nei fatti”.


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