Goma – “Il mio Luca è stato tradito da qualcuno vicino a noi, alla nostra famiglia. Qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Quella mattina la sua era un’operazione che non implicava direttamente il suo lavoro di ambasciatore”. A lanciare l’accusa in un’intervista al Messaggero è Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore italiano ucciso lunedì mattina in un agguato nella foresta di Virunga in Congo. A perdere la vita assieme a lui, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo.
Zakia Seddiki
“Quella mattina, ci siamo scritti via WhatsApp. Lui lo faceva sempre, mi ha mandato due foto nel giro di pochissimi minuti – spiega Seddiki, in un’intervista subito dopo i funerali di stato di ieri nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli – Venti minuti dopo mi ha ripetuto la stessa frase che mi diceva quando non eravamo insieme: Ti amo amore mio e mi mancate. Era tranquillo, sorridente. Non avevo nessuna percezione del pericolo e come me, lui. Anche nell’ultima foto, quella con il carabiniere Iacovacci rimasto vittima insieme a Luca nell’agguato. Nello scatto, sorridono e salutano. L’appuntamento di quella mattina poi era in programma da tempo per un progetto del World Food Programme. E invece…”.
Su quello che è successo lunedì mattina, Seddiki non ha sospetti: “Saranno le indagini ad accertare cosa è accaduto nella foresta. In queste ultime ore sono stata travolta dagli eventi, dal dolore per me, per la mia famiglia distrutta. L’unica risposta che mi sono data, e che posso dare, è che qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Mentre io ho perso l’amore della mia vita”.
