- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

La supplica

Condividi la notizia:


Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Non preoccupano le crisi di governo in sé. E’ prassi, infatti, che si cominci a parlare di prossima crisi appena una ne finisce. E non solo in epoca repubblicana (66 governi in 75 anni), perchè già nel 1848, ai tempi dell’antenato Regno di Sardegna, si contarono sette governi in dodici mesi.

Tara ereditaria, da cui fu immune soltanto Mussolini in carica per venti anni e 267 giorni, ma si trattava di un’altra cosa. Vizio, praticato con crescente spregiudicatezza fino alle recitazioni a soggetto di questi giorni della nuova  compagnia di giro tra i Palazzi Montecitorio e Madama, Chigi e Quirinale. Con Zingaretti che, irritato dalle performances del Renzi au retour d’Arabie e dal birignao “de sinistra” della compagna Concita, promette: “la prossima volta mi porto la chitarra”.

Capocomici monologanti, comparse, suggeritori e narratori, ma anzitutto pokeristi a carte coperte, le loro, e rilanci coi soldi nostri.

Il canovaccio della commedia oscura un pezzo di costituzione, l’art. 49 che dà a “tutti” i cittadini il diritto di determinare la politica nazionale  e non  solo ad  una parte di essi, quelli predestinati da chi comanda in Europa e nella finanza. Nuova conventio ad excludendum da parte dell’Occidente opulento (una volta) ieri dei comunisti, oggi del contrario, i sovranisti.

C’è da temere per la democrazia? Può darsi, se a questo si aggiungono la paura di morire di Covid e l’inevitabile non lontana chiusura dei cordoni della borsa di chi ci presta denaro.

Ecco perché questa non è una crisi come le altre e che possiamo fare noi pubblico pagante? Forse neanche trovare un qualche santo a cui votarci, visto come è stato destituito il capo della Congregazione pontificia che i santi li fabbrica, il cardinale Becciu.

Ci sarebbe però l’arma bianca della “supplica”, la quale – si legge nell’enciclopedia Treccani –  è un’invocazione religiosa o la domanda ad un’autorità per ottenere giustizia.

Per la Madonna di Pompei siamo fuori tempo. Infatti, le date calendarizzate  sono la prima domenica d’ottobre, ormai passata e l’8 maggio, troppo lontano. Quanto al papa, si tratta pur sempre del capo di uno stato estero e, comunque, Francesco ne ha di cose sue cui pensare prima di quelle che sono di Cesare.

Resta, dunque, la supplica al capo dello stato perché eserciti il potere di rappresentare la nazione la quale è unita nel non poterne più e, perciò, già mercoledi mandi alle camere un governo fatto di competenti Cincinnati i quali, rimessa in sesto la baracca, tornino ai mestieri di prima.

I partiti, o meglio i padroni dei parlamentari, non fiateranno e scenderanno in platea. Altrimenti, se escono dal Palazzo, dove vanno?

Renzo Trappolini


Condividi la notizia: