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Lampade della pubblica illuminazione rotte a Tobia? Colpa della “malvagità d’ignoti”

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Illuminazione pubblica a Tobia

Illuminazione pubblica a Tobia

Illuminazione pubblica a Tobia

Illuminazione pubblica a Tobia

Illuminazione pubblica a Tobia

Illuminazione pubblica a Tobia

Lettera del sindaco (19 gennaio 1921)

Lettera del sindaco (19 gennaio 1921)

Lettera del sindaco (4 marzo 1921)

Lettera del sindaco (4 marzo 1921)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cento anni fa, esattamente il 19 gennaio del 1921, il sindaco di Viterbo Giulio Paganini scriveva alla Società Volsinia di elettricità con sede a Viterbo lamentandosi che “… nonostante le raccomandazioni più volte fatte, mi si assicura che l’illuminazione, tanto pubblica che privata, della frazione di Tobia venga da codesta società curata in modo abitualmente trascurato. Da parecchio tempo varie lampade sono fulminate o mancanti ed anche i privati si lamentano della lentezza con la quale l’incaricato della società soddisfa alle chiamate degli utenti. Insisto quindi nel richiamare codesta società agli obblighi contrattuali…”.

Un mese dopo la risposta della Società Volsinia: “… il nostro incaricato che abbiamo inviato a Tobia per la sostituzione delle lampade consumate, ci ha riferito di averne trovate alcune rotte per malvagità d’ignoti. Inoltre i privati che avevano bisogno di riparazioni nei loro impianti pretendono che queste vengano loro eseguite gratuitamente mentre non esiste quest’obbligo. Riteniamo quindi che il richiamo da parte della Signoria Vostra all’osservanza degli obblighi contrattuali non sia giusto…”.

Il 4 marzo dello stesso anno, sempre il sindaco di Viterbo, scrive a  Serafino Delle Monache di Tobia per chiedere conferma “… se sussistono realmente le ragioni addotte dall’impresa”.

Non si sa come sia finita, nella realtà, questa corrispondenza curiosa di un secolo fa. Di fatto ancora oggi l’illuminazione pubblica a Tobia è carente perché, al di fuori delle vie principali, tra le case in seconda e in terza fila, sono moltissime le zone buie.

I problemi della trascuratezza verso le frazioni della città di Viterbo, come si può constatare, hanno radici antiche.

Certo che la “malvagità d’ignoti” che rompono le lampade della pubblica illuminazione non potrà mai essere giustificata e ne potrà mai essere addebitata alla pubblica amministrazione.

Ma siamo sicuri che le cose oggi siano cambiate in meglio? A giudicare dalla chiusura permanente di Strada Fonte, sempre nei pressi di Tobia, che dura ormai da moltissimi mesi che sono diventati anni, sembra proprio di no.

Silvio Cappelli


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