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L’operazione verità su Talete fa tremare il consiglio comunale

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Viterbo - Consiglio comunale - Evangelista e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Evangelista e Arena

Viterbo – L’operazione verità su Talete fa tremare il consiglio comunale. L’ordine del giorno proposto dal centrodestra ieri è passato, ma la politica si è divisa. Come al solito.

L’argomento scotta, la società idrica è in difficoltà e non da oggi, ma da oggi è pure senza un consiglio d’amministrazione. Dimissionario.

Così la richiesta della maggioranza, per una due diligence che faccia chiarezza sullo stato dell’arte, trova l’opposizione contraria e al momento del voto si astiene. Tutti i consiglieri tranne una, Luisa Ciambella, sempre più in rotta di collisione col Pd in consiglio, vota con la maggioranza, contribuendo a fa salire a 21 i sì.

L’ordine del giorno Lega, FdI, FI e Fondazione è un impegno per il sindaco Giovanni Arena: “a farsi promotore presso l’assemblea dei soci per attivare lo strumento della due diligence, da affidare a soggetti terzi e di comprovata esperienza, al fine di valutare ogni opportuna decisione e i rischi connessi alle strategie da intraprendere, ritenendo impossibile fare scelte senza la giusta consapevolezza, che deriva esclusivamente da valutazioni tecniche, oggettive e super partes”.

Anche se Alvaro Ricci (Pd) ha un dubbio: fino a quando non sarà fatta chiarezza, ogni decisione che riguarda Talete è bloccata? Nuovo cda o amministratore unico compreso? Sono adempimenti dovuti.

Il suo collega della Lega Andrea Micci lo rassicura: “Non si può impegnare il primo cittadino ad andare contro la legge”. E se in assemblea dei soci Talete gli altri sindaci dovessero dire no alla proposta di Viterbo? Se lo chiede Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Vorrà dire che ci saremmo puliti la coscienza e nulla di più”. Operazione inutile ma non del tutto. Quando si tratta di pulizia, l’acqua è il primo elemento.

Ma fare chiarezza è necessario, Luigi Maria Buzzi, capogruppo FdI ne è certo. “La due diligence che proponiamo – osserva Buzzi – è per avere una visione su punti di forza e debolezza attuali, di oggi, di Talete e fornire i giusti strumenti per le successive strade da intraprendere”.

Un ordine del giorno che arriva dopo quelli dell’opposizione, bocciati nella seduta dedicata alla società partecipata. “Presentavano aspetti positivi – incalza Buzzi – ma carenti in altri. Per esempio, mancava la sollecitazione alla regione. Il nostro è un Ato debole, ma la regione non è ancora intervenuta”. 

L’esito della due diligence non è scontato, non si sa se i sindaci-soci saranno d’accordo e lo ammette lo stesso Micci: “Non si possono obbligare altri a fare determinate azioni”. Giovanni Arena propone, l’assemblea dei sindaci Talete dispone. Buzzi (FdI) concorda: “Il sindaco si fa promotore, poi l’assemblea decide in base alle proprie prerogative”.

Giacomo Barelli (Forza civica) si chiede chi paga e il suo collega di gruppo Fabrizio Purchiaroni ricorda che le risposte cercate con la due diligence ci sono già e stanno in bilancio.

Sono pure nelle premesse dell’ordine del giorno. “Unicità territoriale, Ato1 debole – spiega Massimo Erbetti (M5s) – ma nessuno finora ha fatto nulla”.

Forse per esserne davvero certi, scatta l’operazione verità.

Approvata in una seduta di consiglio distratta. Dove chi ha preso la parola a più riprese ha fatto notare: “Tanto nessuno ascolta, ma rimane agli atti quello che dico”. Non scorrerà via come l’acqua. La seduta delle grandi accuse: “La politica ha ridotto così Talete”, disse un politico. Lo accerterà l’operazione verità. Voluta dalla politica.

Giuseppe Ferlicca


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