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Draghi al Senato: “Oggi l’unità non è un’opzione, è un dovere per l’amore dell’Italia”

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Mario Draghi al Senato

Mario Draghi al Senato

Roma – “Il principale dovere cui siamo chiamati è quello di combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare vite – ha spiegato il premier Mario Draghi -. Siamo in una trincea, il virus è nemico di tutti. Per questo il mio commosso ricordo va a chi non c’è più. E il mio pensiero alle realtà economiche in difficoltà”.

Poi una promessa: quella di comunicare per tempi più ampi le decisioni che verranno prese. “Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole”.

Governo Draghi nato da un fallimento della politica? “Non sono d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, ma ne fa uno avanti per rispondere alle necessità del paese”.

La durata dei governi in Italia è stata sempre breve, ma “conta la qualità delle visioni e delle decisioni – ha proseguito -. Oggi noi abbiamo, come accadde nel dopogerra, la possibilità di fare nuova ricostruzione. Il futuro deve essere migliore per tutti. Riscatto civico e morale. A quella ricostruzione collaborarono forze politiche lontane e contrapposte. Nemmeno oggi nessuno farà mancare il proprio apporto”. 

Poi un pensiero al futuro. “Le risorse sono sempre scarse, ma ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle future generazioni. Auspico che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto non avranno nulla da rimproverarci” ha sottolineato ancora. 

“Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, vivere in una prospettiva europeista sempre più integrata. Un’Europa capace di sostenere i vari paesi nei momenti più duri. Senza Italia non c’è Europa, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Siamo una grande potenza – ha proseguito Draghi -. Dobbiamo essere più giusti e generosi nei confronti del nostro paese. E riconoscerne i tanti primati”. Volontariato, grande ricchezza di capitale umano. 

Capitolo economia. “Si è aggravata la povertà – ha spiegato il premier -. Tra i nuovi poveri aumenta il peso delle famiglie con minori, di donne e giovani. Delle persone in età lavorativa. Di fasce finora mai toccate dall’indigenza. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444mila unità”. Gravi anche gli effetti sulla disuguaglianza sociale. “Il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, senza giusta difesa dei lavoratori a tempo determinato e lavoratori autonomi”.

Scuola. “La didattica a distanza ha garantito continuità, ma ha anche fatto emergere disuguaglianze”. Situazione di emergenza senza precedenti. “Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza”.

Piano di vaccinazione. “In soli 12 mesi gli scienziati hanno fatto un miracolo. La nostra prima sfida è distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di tutte le energie di protezione civile, forze armate e volontari. Dobbiamo utilizzare tutte le strutture pubbliche e private che possano ospitare le vaccinazioni”.

“Quando usciremo dalla pandemia, che mondo troveremo? La luce tornerà come dopo un blackout? La scienza e il buonsenso dicono che forse non sarà così. Dovremo fare i conti con il surriscaldamento globale, l’effetto serra e con le tragedie naturali. Come ha detto papa Francesco: “Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”. Dobbiamo proteggere l’ambiente e la natura, con un nuovo approccio”. 

“Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce – ha proseguito Draghi -. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”.

Next Generation Eu. “La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che ogni azione ha una conseguenza”.

“Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. Il programma è stato costruito dal precedente. governo in base a obiettivi di alto livello. Nelle prossime settimane rafforzeremo i punti strategici del programma. Il programma indicherà obiettivi per il prossimo decennio. Nn basterà elencare progetti, dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e nel 2050, anno in cui l’Ue vuole arrivare a zero emissioni di anidride carbonica”.

Il Next Generation prevede riforme. “I nostri tentativi di riformare il paese negli ultimi anni non hanno dato effetti sperati. Ad esempio la riforma del fisco. Non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Altra riforma impossibile da rimandare è quella della pubblica amministrazione. Ci siamo adattati con lo smart working, ma la fragilità del sistema della pa è una realtà da affrontare”. Due i percorsi: investimenti e formazione dei dipendenti. 

“Questo governo sarà europeista e atlantista – ha specificato -, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale”. 

“Questo è il terzo governo di questa legislatura. Non c’è nulla che dia garanzia di riuscita, se non la nostra volontà e unità. Oggi l’unità non è un’opzione, è un dovere – ha concluso, chiedendo la fiducia al Senato -, ma è un dovere guidato da ciò che sono certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia”.


10,17 – Il presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi prende la parola in Senato.


10,11 – Concluse le comunicazioni sull’andamento dei lavori, la presidente Casellati ricorda Franco Marini, parlamentare e sindacalista, scomparso di recente.


10,05 – La presidente del senato Casellati presenta il governo, con l’elenco dei ministri nel governo Draghi. Il voto di fiducia orientativamente arriverà alle 23. 


Mario Draghi debutta in parlamento.

Alle 10 la presentazione del governo e il il programma nel discorso al senato. Non si prevede che sia molto lungo, attorno ai venti minuti, in cui a essere evidenziate sono le emergenze del paese, a cominciare da quella sanitaria con il Covid.

In primo piano il Recovery Plan e le riforme da predisporre.


Articoli: Draghi al senato, il discorso integrale: “Faremo le riforme ma dobbiamo occuparci anche di chi soffre, perde il lavoro o è costretto a chiudere l’attività” – Cna: “Condividiamo le priorità indicate da Draghi, dal piano vaccini alla transizione green”


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