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“Quel 6 febbraio di 50 anni fa Tuscania è caduta, ma si è rialzata splendidamente”

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Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci

Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci

Tuscania – “Quel 6 febbraio di 50 anni fa Tuscania è caduta, ma si è rialzata splendidamente”. Fabio Bartolacci era poco più di un bambino quando si è trovato a vivere quella tragedia che nella mente di molti tuscanesi ha lasciato un segno indelebile. La scossa, i movimenti ondulatori e sussultori, le voragini che si aprivano a terra. La sensazione di impotenza di fronte a quell’evento sconvolgente contro cui nulla fu possibile. 

“Avevo 10 anni  – racconta il sindaco – e ho il ricordo di un ragazzino che vede una situazione tragica con l’emozione di quell’età. Crescendo, ci siamo poi resi della tragedia del terremoto, nel vedere soprattutto un centro storico distrutto e disabitato. Di fronte a queste immagini, abbiamo preso consapevolezza di quello che era accaduto. Un altro elemento che ci ha sconvolto sono state le baracche che, per molti anni, hanno ospitato la popolazione fino a quando sono state costruite le case della Gescal e quelle popolari.

Ricordo anche i miei primi passi in politica quando ancora la ricostruzione non era completata e quando i già lungimiranti amministratori dell’epoca parlavano di rinascita e ripopolamento del centro storico. E’ da qui che per me è nata quella Tuscania che è diventata oggi un modello architettonico e artistico straordinario. Un esempio di ricostruzione che in pochi possono dimostrare. Questo è perché quando la pubblica amministrazione lavora bene, i risultati poi vengono. In Italia siamo uno dei casi riconosciuti da questo punto di vista, una rinascita avvenuta in tempi brevi e con realizzazioni perfette. 

Sono passati tanti anni e forse chi, anagraficamente, ne ha di meno non ha la memoria di quanto accaduto. E’ per questo motivo che abbiamo preparato un programma di iniziative che possa quanto meno risvegliare le coscienze di chi lo ha vissuto e ricordare a chi non c’era che nel 1971 Tuscania è caduta ed è stata in grado di rialzarsi”. 

Alle 19,09, nella stessa ora in cui 50 anni fa la terra tremò in maniera spaventosa e incredibile, in paese sarà eseguito il silenzio. “Non solo – continua il sindaco – suoneranno anche le sirene di allarme, le campane delle chiese e il centro storico poi verrà oscurato. La cosa che più mi rende contento è che quest’anno c’è stata una grande partecipazione non solo delle associazioni del terzo settore, proloco, Cri e Protezione civile, ma anche di ragazzi giovani che vivono di turismo e di altre attività e che hanno voluto dare il loro contributo alla commemorazione.

Quando le luci verranno spente in quel preciso minuto, credo che chi lo ha vissuto lo ricorderà e proverà un’emozione fortissima”.

37 le persone che hanno perso la vita sotto quelle macerie. “Verrà deposta una corona sulla lapide che le ricorda e verrano anche elencati uno per uno durante la messa che si svolgerà al Duomo. Sarà questo anche un segno per stare vicini ai famigliari che in quell’infausto giorno subirono un dramma”.

Il paese ha reagito ed è andato avanti. “A distanza di 50 anni lo abbiamo fatto in maniera straordinaria, ora siamo uno dei paesi più vivi e frizzanti della Tuscia. Un paese che vive di cultura, turismo e di tutto quello che è legato a questi settori.

Col terremoto, si è perso quel tessuto sociale fatto anche di piccoli artigiani e attività commerciali e anche quei rapporti tra vicini con le case sempre aperte anche di notte con le chiavi sulla porta. Dopo quel maledetto giorno, per molto tempo, questa vita giornaliera si è persa, ma poi si è riformata. Oggi, Tuscania è una città aperta e accogliente e in linea coi tempi, possiamo dire che è stata ricostruita non solo dal punto di vista materiale ma anche da quello sociale e dei rapporti umani”.

Tutte le iniziative si svolgeranno nel rispetto delle norme Covid. “In chiesa le persone saranno contingentate e ci sarà l’opportunità di seguire la cerimonia anche dall’esterno grazie ai ragazzi che lo hanno reso possibile. Lo stesso per quanto previsto a piazza Basile. Ci saranno distanziamenti e norme di sicurezza per evitare i contagi, perché ormai il virus è entrato a far parte delle nostre vite e le ha stravolte, rendendo, però, certi comportamenti di prevenzione la normalità”.

Distanti, ma comunque uniti per celebrare una pagina della storia del paese. “Non sono le distanze fisiche che ci allontanano, ma sono le emozioni che ti fanno sentire vicini. Anche chi resterà a casa e da lì sentirà il suono delle campane, in quel momento, sono sicuro che si sentirà parte di una comunità, stretti come se fossimo tutti in piazza”.

Paola Pierdomenico


 – Il comune: “Alle 19,09 suoneranno le sirene di allarme e le campane delle chiese per ricordare la scossa…”


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