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Viterbo – Riconoscimento Unesco, procedura avviata da Gabbianelli sindaco, portata avanti da Marini, ottenuta con Michelini, dimenticata da Arena. È la triste storia, per Viterbo, di una qualifica come la ricorda Giacomo Barelli (Forza civica) in consiglio comunale.
Un valore aggiunto che territori, ambiscono a ottenere. Non ultima, Civita di Bagnoregio vede l’amministrazione comunale impegnata nel conquistare il titolo, essendo stata candidata dal ministero dei Beni culturali per l’anno 2022.
Viterbo ce l’ha già, per il trasporto della macchina di Santa Rosa, patrimonio immateriale Unesco con la rete delle grandi macchine a spalla.
“Prima è finito nell’oblio – ricorda Barelli – poi del tutto scomparso dai radar del comune”. Inutilizzato.
“E dire – spiega Barelli – che realtà come il comune di Bagnoregio sono impegnate in una grandissima battaglia proprio per ottenerlo. Noi non possiamo fermarci all’avere apposto targhe di bronzo a terra. Va utilizzato per lo sviluppo turistico e culturale per la città”.
Viterbo ha le carte in regola, seppure le stia giocando male. “Come capoluogo di provincia non siamo da meno rispetto a Bagnoregio o Tarquinia e Cerveteri, ognuno con le proprie caratteristiche”.
Va utilizzato. Oggi non è inserito nemmeno nei cartelloni all’ingresso della città. Per averne maggiore consapevolezza e apprendere buone pratiche, Barelli propone d’scriversi all’associazione italiana siti Unesco, a partire dal 2021.
Il consigliere d’opposizione aveva lanciato la proposta a partire dal 2019. Indietro non si può tornare, ma si può recuperare per il futuro. La proposta è approvata.
Giuseppe Ferlicca
