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Semaforo verde dell’Arpa – Le acque di Tarquinia e Montalto sono “eccellenti” e idonee alla balneazione

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Ambiente - Il rapporto sulla balneazione nel Lazio nel 2020 - La mappa di Tarquinia

Ambiente – Il rapporto sulla balneazione nel Lazio nel 2020 – La mappa di Tarquinia

Ambiente - Il rapporto sulla balneazione nel Lazio nel 2020 - La mappa di Montalto di Castro

Ambiente – Il rapporto sulla balneazione nel Lazio nel 2020 – La mappa di Montalto di Castro

Tarquinia – Le acque del mare che bagna la Tuscia sono in larga parte “eccellenti”.

Il dato arriva dal rapporto sulla balneazione nel Lazio nel 2020 diffuso nei giorni scorsi dall’Arpa.

Come ogni anno l’agenzia regionale di protezione ambientale pubblica l’esito delle rilevazioni relative all’ultima stagione estiva.

In generale, dal punto di vista microbiologico, la qualità delle acque di Tarquinia e Montalto di Castro sottoposte a monitoraggio non ha mostrato criticità, eccetto qualche lieve superamento riconducibile a eventi di inquinamento di breve durata.

La normativa attuale classifica le acque di balneazione secondo quattro categorie: scarsa, sufficiente, buona ed eccellente e nelle due cittadine in provincia di Viterbo la qualità è eccellente in 12 punti di campionamento su 19.

Di preciso, i punti di campionamento con classificazione d’eccellenza di Tarquinia sono: cancello numero 4, 2mila metri a sinistra del fiume Marta, deposito barche del camping Tuscia tirrenica, fosso dei Giardini, Porto Clementino e 300 metri a destra del fiume Mignone. Quelli di Montalto di Castro sono: Costa Selvaggia, Camping degli amici, fosso del Tafone, bar Gabbiano, Il Tombolo e fosso Arrone.

Due aree di Tarquinia hanno qualità buona (San Giorgio e stabilimento Torre del sole) mentre una, sempre a Tarquinia, ha qualità scarsa ed è il punto di campionamento a 400 metri a destra della foce del fiume Marta.

Gli ultimi quattro punti, poligono militare e foce del fiume Marta a Tarquinia e polo industriale e foce del fiume Fiora a Montalto di Castro, sono interdetti alla balneazione per motivi diversi dall’inquinamento (per via dello status di zone portuali, militari o foci di corsi d’acqua).

Nel corso del monitoraggio è stata rilevata, come negli anni precedenti, la presenza di Ostreopsis ovata in tutte le stazioni monitorate lungo la costa laziale – spiegano dall’Arpa Lazio –. Concentrazioni elevate del fitobenthos potenzialmente tossico hanno caratterizzato gli estremi della costa laziale a nord nel comune di Civitavecchia e a sud, nel comune di Formia. A seguito della valutazione dell’estensione della fioritura eseguita durante il monitoraggio si conferma come tale fenomeno sia esteso anche ad ampie aree limitrofe i punti normalmente oggetto di sorveglianza”.

Samuele Sansonetti


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