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Sorpresa al casello con la coca nel reggiseno: “A San Basilio costava meno”

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Carabinieri

Operazione dei carabinieri al casello Orte


Viterbo – (sil.co.) – Sorpresa con 5 grammi di cocaina nascosti nel reggiseno all’uscita del casello autostradale di Orte, secondo l’accusa stava tornando a Viterbo da Roma dopo avere fatto rifornimento nella capitale di droga da spacciare per un pusher del capoluogo. A pagamento. Cento euro per il disturbo. 

La presunta “corriera” però nega, ammettendo solo di avere comprato lo stupefacente a Roma – “Andavo a San Basilio, per non farmi vedere a Viterbo e perché costa meno” – da consumare assieme all’amico con cui parlava in chat.  “Pagava lui perché io non lavoravo”, sostiene. 

Sarebbe stato proprio lo scambio di messaggi su Whatsapp a incastrare una 34enne del capoluogo, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache, a processo per detenzione ai fini di spaccio davanti al giudice Silvia Mattei in seguito all’arresto da parte dei carabinieri del 12 luglio 2016.

Ieri è stato il giorno dell’esame dell’imputata, il cui nome è finito anche in un’altra inchiesta sugli stupefacenti. 

“Non la compravo per lui, la compravo per noi. E siccome in quel periodo non lavoravo, lui che invece lavorava mi dava anche i soldi per il viaggio”, ha detto per giustificare gli accordi presi tramite messaggio dai quali si capisce che a 250 euro erano per la cocaina e 100 euro per lei.

“A San Basilio, in quel periodo, la cocaina veniva 50 euro al grammo, poi c’erano la benzina e l’autostrada”, ha spiegato. 

La coppia si sarebbe conosciuta frequentando lo stesso bar. “All’epoca facevamo parte della stessa comitiva e abbiamo fatto amicizia, il sabato sera andavamo alle feste insieme e prima, in macchina, assumevamo la cocaina che io avevo comprato”, ha proseguito la donna, sottolineando di avere deciso di uscirne proprio in seguito all’arresto di cinque anni fa. 

“Ho cambiato giro e smesso con la cocaina, poi purtroppo ci sono ricascata con l’eroina, che è peggio. Mi ha salvato il lavoro, quando ho capito che non ero in grado di fare quello che dovevo fare. Allora sono andata al Serd, per cambiare definitivamente vita”, ha aggiunto, mentre il legale esibiva al giudice tutta la documentazione. 

Il processo è stato rinviato a fine giugno per la discussione. 


L'avvocato Paolo Delle Monache

L’avvocato Paolo Delle Monache


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